sabato 17 settembre 2011

Nel mio mondo perfetto

Nel mio mondo perfetto, le canzoni col finale che sfuma non esistono, e i protagonisti dei romanzi, se non sono in prima persona, i romanzi, e il protagonista non si chiama come lo scrittore, che è un caso per cui possiamo fare un'eccezione, i protagonisti dei romanzi sai già come si chiamano dal primo paragrafo. Questo, vorrei, nel mio mondo perfetto.

venerdì 16 settembre 2011

Tipo i fratelli Coen della bassa emiliana

L'altra sera c'era questo ex partigiano emigrato clandestinamente in Cecoslovacchia che diceva che l'avevano mandato alla scuola di partito, a Praga. Gli insegnavano la storia del marxismo, la storia del movimento operaio, la storia dell'internazionalismo, la storia del socialismo, la storia del Partito Comunista e la storia dell'Unione Sovietica. E doveva sempre studiare un bel po', senza stringere dei gran rapporti coi cecoslovacchi e neanche coi suoi compagni di corso, perché la clandestinità ha le sue regole.
Un giorno, raccontava, era lì seduto sotto un albero, in un parco, e leggeva le dispense che gli avevano dato alla scuola di partito. A un certo punto viene avvicinato da un insegnante, uno di quelli più importanti, uno di quelli che incutevano timore solo a guardarli da lontano. Vien lì, l'insegnante, si siede di fianco a lui, lo guarda un po' studiare, poi gli chiede: Te, dimmi, cosa ci vedi in quelle pagine?
Se devo essere proprio sincero, ha risposto l'ex partigiano emigrato clandestinamente, se devo essere proprio sincero, io, lì, in quelle pagine, ci vedo una donna nuda.
Queste cose, e anche delle altre, le avevo scritte l'anno scorso dopo aver visto l'anteprima nazionale di un documentario molto bello girato da un paio di amici, che si fanno chiamare, quando fanno i registi insieme, i f.lli Levratti (son poi fratelli davvero).

Il documentario s'intitola Memory, fughe dalla democrazia, e che sia molto bello mi pare d'averlo già detto. Quello che invece volevo dire è che adesso potete vederlo anche voi sul sito di ViaEmiliaDocFest. E, se vi piace, potete votarlo e fargli vincere dei premi, ché se lo merita, il documentario, e se lo meritano anche loro, i Levratti. Che poi son tipo i fratelli Coen della bassa emiliana, anche se adesso vivono a Milano.

A tavola con Tiziano Fiorveluti: Polpettone Garrincha

[torna a grade richiesta (?) la rubrica che infiamma gli apparati digerenti dell'internet]

Fai fare del macinato dal macellaio. Cioè, vai dal macellaio, quello vero. Gli dici di farti mezzo chilo di macinato e lui ti chiederà "Come lo vuoi?" oppure "di manzo?" oppure "Lo vuoi misto?" e cose così. Tu digli che lo vuoi misto, ma misto come dici tu, vale a dire: metà carne bianca (tacchino o pollo), un quarto di MORTADELLA (e qui il macellaio farà un sorriso come un massone che capisce che sta parlando con un altro massone) e poi l'ultimo quarto di FEGATO (qui il sorriso si chiuderà, lasciando il posto a un misto di stupore e incredulità). Alcuni macellai integralisti si rifiutano di mettercerlo, il fegato, ma tu insisti. Se lui si rifiuta definitivamente, ha perso un cliente. Se invece accetta, diventerà il tuo macellaio di fiducia, e a quel punto gli compri anche delle uova (te ne serviranno 3) e del pan grattato (se gratti il pane vecchio è meglio, però).

Vai a casa bello contento e mischia il macinato con l'uovo, il pan grattato e alcune spezie a tua scelta. Io consiglio semplicemente sale, pepe nero, erba cipollina. Il fegato è già saporito, così si esalta.

Fai un bel cilindrone di carne e lo sbatti in forno a 220 per... io farei una mezz'ora, ma dopo venti minuti prova a sentirlo. Dipende molto da quanto lo fai spesso (nel senso dello spessore). E NON FARTI INGANNARE! Il Polpettone diventerà NERO perché la carne di fegato diventa nera, funziona così, non spaventarti, non sta bruciando.

Io come contorno farei le patate lesse, poi vedi tu. NON USARE MAI L'ACQUA DELLE PATATE LESSE PER QUALCOS'ALTRO. Rischi di andare all'ospedale secco. Le patate, crude, sono piuttosto tossiche. L'acqua di cottura meno ma... Quindi PATATE LESSE, con un bel cuore di prezzemolo verde.

Ci vorrebbe anche il blu per fare la bandiera del Brasile, ma l'anice e il Curaçao li sconsiglierei.

giovedì 15 settembre 2011

Una poesia

se alle cose
reali
togli zero
è uguale

__________
(Tempo fa c'era un concorso per la Marcos y Marcos, si chiamava Trent'anni DiVersi, bisognava mandare una poesia su un tema a scelta tra "la differenza" e "l'indifferenza"; io ho spedito quella che leggete qui sopra, e avevo detto alla Marcos y Marcos di scegliere loro, dove metterla. Comunque, non ho vinto niente.)

Cicatrici: 37

[Lo sfregio sul viso del prode Francesco Farabegoli, che trovate già nell'ebook di Cicatrici uscito un paio di mesi fa per Barabba Edizioni, ci han detto ieri che è stato scelto per un laboratorio teatrale sul "tatto" e che verrà rappresentato davanti a un pubblico vero; appena avremo nuove sulla questione, ve le segnaleremo, ma intanto mettiamo la cicatrice qui sul blog, ché siamo molto contenti per noi, per voi e per il Farabegoli.]

(Posizione)
Sul sopracciglio sinistro. Poco sopra, proprio sull’attaccatura delle sopracciglia più alte. Si vede a malapena. Se volete essere miei amici fate finta di notare la mia cicatrice sul sopracciglio sinistro. Ditemi che è sexy.

(Cause)
Sono stato picchiato a sangue da cinque fascisti, tre sere dopo il mio diciottesimo compleanno. Il battesimo del fuoco, viverla sulla propria pelle. E io a volte quando bevo parlo troppo, avreste dovuto conoscermi a diciott’anni. Oddio, forse non erano proprio fascisti. Cioè i fascisti dalle parti del mio diciottesimo compleanno li vedevo davvero DAPPERTUTTO, ecco. I fottuti fasci, il fascismo pasoliniano col sorriso stampato in volto e quelli che manovrano la finanza planetaria e tengono i diti sui bottoni. Però magari non ricordo correttamente e non erano proprio cinque, sto arrotondando perché quando sei gracile e prendi le botte in faccia non stai lì a contare i cazzotti che ti arrivano e quanti sono i pugni che li danno, due più o due meno, i fottuti fasci. I dettagli sfumano nel tempo. Ero per terra e sanguinavo, questo sì. Ad essere brutalmente sincero forse è stato un po’ prima del mio diciottesimo compleanno, perché in effetti ora che ci penso qualcuno me la faceva notare già in prima liceo. E non erano cinque, e non erano fasci. Mia mamma diceva che me la son fatto da bambino cadendo dal seggiolone e lei s’era preoccupata perché buttava sangue, quanto sangue diceva, al pronto soccorso t’han dato i punti, diceva. I fottuti fascisti.

(Conseguenze)
La mia cicatrice si è integrata al resto del corpo, più o meno ai tempi in cui i fascisti si sono integrati con la politica italiana del 2000. Quando avevo quindici anni ho visto una puntata di 90210 e qualcuna diceva che la cicatrice sul sopracciglio di qualcuno era sexy. Ho pensato “ehi”. Dai quindici ai diciotto corrugavo la fronte appena possibile. Dai diciotto in poi avevo gli occhiali e non corrugavo più niente, e poi ho semplicemente capito che per tenerla in mostra avrei dovuto smettere di mangiare così tanto e ho pensato che il gioco non valesse la candela. A forza di concedermi eccezioni sono arrivato al punto che questo pezzo lo scrivo con addosso una camicetta nera e quale miglior prova che anche in questo i fascisti hanno vinto. E il seggiolone ha perso. Se ci guardi, in giro ci sono molti più fascisti e cicatrici che seggioloni. Un fascista, o una cicatrice, è per sempre. Dopo i sei anni, il seggiolone ti serve solo da copiare il design.

di Francesco Farabegoli

martedì 13 settembre 2011

Neverending tour

Bisogna che mettiamo in fila gli appuntamenti di settembre, ché ci abbiamo le agende che scottano.

Domenica 18 settembre
A Modena, alla festa del PD, noi barabbisti emiliani facciamo le Schegge di Liberazione con il Coro delle Mondine di Novi di Modena e le gambe che un po' tremano. Dalle 19 allo spazio Cabò. L'altra volta è andata molto bene, speriamo anche stavolta.
Quasi contemporaneamente, il nostro musicarello fricchettone simonerossi presenta la sua ultima opera, croccantissima, al festival di musica violenta, amore e autoproduzione Paesaggi Sonori, dalle 18 circa a Cardano al Campo, in provincia di Varese. Dopo di lui, tra l'altro, sempre lì, ci sarà il primo reading di Per Genova, dieci anni dopo, l'ebook di cui vi parlava il buon dulinizo e che è uscito ieri. (Se poi siete a Cardano al Campo già da venerdì, c'è il concerto dei Gazebo Penguins, il cui chitarraio, lo sapete, è anche un barabbista.)

Domenica 25 settembre
Trovate il sottoscritto e il dulinizo a leggere delle cose - ancora, sinceramente, non sappiamo cosa - durante l'inaugurazione della nuova sede dell'Associazione Cacomela, a Pieve di Trebbio. Il logo l'ha disegnato l'altro giorno la nostra amica Sara Gavioli.

Venerdì 30, sabato 1 e domenica 2 ottobre
Il buon dulinizo, con lo spazio Meme e il Mattatoio Culture Club, durante il Festival del Racconto di Carpi, si è inventato un pranzo letterario coi fiocchi dal nome Book L(a)unch. Se siete in zona e avete fame, sapete dove andare.
Intanto, qualcuno di noi sarà pure alla Blogfest di Riva del Garda, per vedere se abbiamo vinto qualcosa, ma soprattutto per bere come si deve.

A ottobre facciamo delle altre cose, ma ve ne parliamo in seguito. Poi bisogna che ci prendiamo delle ferie, ché cominciamo a invecchiare e a tenere famiglia.

lunedì 12 settembre 2011

Per Genova, dieci anni dopo: Bonifica

Genova, piazza caricamento.
Stiamo tutti correndo, e urlando. Forte, molto forte.
Il frastuono intorno è pazzesco.
Lungo la costa, al di là del porto, una collina va a fuoco. Ma sembra farlo con calma.
Ci chiamiamo, ci cerchiamo. Nella ressa, pigiati, urtati, strisciati, tentiamo l’impossibile: rimanere uniti.
Ci riusciremo, per tutta la notte.

Genova 2001 per me sono stati due giorni di lavoro con un caldo micidiale e tre sere in casa a sentire, col telefono a filo, i tuoi amici che sono andati a mettersi nei casini.
Di giorno sballavo, pulivo, incelofanavo TV da 30 chili in su, mentre continuavo a chiedermi se c’era un collegamento tra dialogo famigliare e diagonale in pollici dello schermo.
Alla sera ascoltavo, domandavo, sentivo pareri, trattenevo stupori. Ogni fonte era buona, ogni media era utile. Solo alla notte, nei tuoi sogni, brevi sogni afosi, tutto assumeva un senso, una direzione, una precisa definizione.
Di giorno, alle mie spalle, una parete di schermi sul canale satellitare mi rimandava le immagini dei disastri, degli scontri, degli incendi. Di sera le telefonate si chiudevano su dettagli, su particolari, su perquise approfondite, su maschere da carnevale sequestrate, sui tonfi di proiettili contro il muro di uno stadio tramutato in campeggio senza ombre.
Ma tutto era astratto, vago per me, che non avevo mai visto Genova, se non per la proverbiale gita all’Acquario in seconda media, dove ricordo benissimo le sale con gli squali, le mante e le razze ma nient’altro.

Genova, per me, è diventata vera nel 2005 barra 2006. Nei giorni intorno a capodanno.
Dodici amici imbucati in un appartamento a Camogli, tre per ogni stanza, cesso escluso.
Poi altrettanti che salivano al mattino per festeggiare tutta notte e poi dormire in treno per non perdersi il cenone del primo a casa. Più una manciata di autoctoni.
Sembravamo uno squadrone, in effetti. Una squadra di calcio in piena regola, con titolari, panchina, allenatore, dirigenti e personale sportivo. Ovviamente misti. Ma lo eravamo. Davvero. Però di calcetto.
Eravamo lo Spartaco 1905 Football Club di Correggio (RE) e i suoi aficionados.
Unici grandi assiomi della squadra: anarchismo solidale, confutazione recisa del mito della preparazione atletica, rifiuto dei tatticismi e delle strategie pre post e durante partita, nessun contenimento alimentare o sessuale. Un solo rituale scaramantico: prima della partita, durante il discorso d’incoraggiamento del Presidente, ingannare l’attesa sgranocchiando ciccioli, che per chi non lo sapesse, sono biscotti di maiale. Son bravi tutti a mangiare un bue intero dopo aver corso, ma quanta gente sa fare il contrario. Gli spartachisti Sì. Forse anche per questo non sono mai andati oltre il girone, ma se è per questo non sono mai nemmeno retrocessi. Perché loro, e noi con loro, credevamo strenuamente nell’idea romantica e spontaneista di genio e sregolatezza, nel gioco spumeggiante e nell’italiano misterioso e zoppicante di Zeman.
I cori ufficiali erano tre:
- il primo ripeteva in loop “Fate Gol” (x2) + bestemmia a scelta (x2) + “Fate Gol” / “Fate Gol” (x2) + bestemmia a scelta (x2) + “Fate Gol” (ogni strofa esigeva uno scatto d’originalità)
- il secondo sull’aria di Enola gay ripeteva “La Serie B / è un pianeta fantastico / io voglio stare qui / in serie B” (solo ritornello)
- il terzo sostituiva “Spartaco” al “Fate Gol”, le bestemmie non cambiavano.

Dei primi giorni a Camogli ricordo i terrazzamenti, l’odore del pino marittimo, il treno che quasi in bilico scivola a mezza costa, le passeggiate sul lungomare, i camogliesi, non gli abitanti, i dolci, poi l’orizzonte al mattino, il pesce arrostito, le lezioni di bocce al circolo della croce verde, le parolacce in stretto idioma locale del presunto maestro, il vino bianco leggero e fresco, i Camogliesi, stavolta gli abitanti, socievoli e tranquilli, e come regalo d’accoglienza, sei teglie di focaccia, larghe un metro per un metro ciascuna.

Poi è arrivato il 31, l’ultimo dell’anno. E sono arrivati anche gli altri. Tutti felici di rivederci, tutti eccitati per la serata. E alla fine è arrivata la notte, la notte di capodanno. C’eravamo organizzati bene: 3 panini a testa, 2 bottiglie di plastica da due litri con svariate combinazioni tra vino rosso, bianco, vodka, grappa e acqua. Chi portava l’acqua era ritenuto il migliore di tutti, il più affidabile. Le birre e i caffè li avremmo trovati sul posto.

Certo, non ricordo bene la serata, un po’ per gli anni passati, un po’ per il contenuto di quelle bottiglie ma ricordo benissimo di aver festeggiato l’anno in piazza caricamento, in mezzo a migliaia di persone mentre ragazzi neri suonavano musica africana e una collina alle nostre spalle, oltre il porto, ma molto timidamente, andava a fuoco. Poi ricordo una corsa infinita nei viottoli e a ogni svolta una piazzetta diversa che ci accoglieva e ci faceva ballare prima di scappare verso quella dopo. Hip-hop, balcanica, house, rock, ska, reggae, liscio,di tutto, abbiamo ballato e cantato di tutto, credo ci sia stato anche un tendone da circo gigante ma qui potrei sbagliare, e mentre eravamo tra le piazze, nella ressa infinita della festa, i nostri cori facevano eco nelle strettoie, un po’ edulcorati per tutelare i bambini, e c’avevamo una felicità addosso e dentro, e avevamo delle risate così forti che per un attimo ho pensato che eravamo dove molti (anche tra gli Spartachisti) erano stati quattro anni prima, e che eravamo tutti come Supermario quando è iridescente, quando diventa multicolore e indistruttibile, o qualcosa del genere e che con le nostre risate e le nostre corse stavamo restituendo a Genova lo spirito e la gioia che le avevano portato via.

Ovvio, è stato solo un pensiero, ma da quella notte, Genova mi piace ricordarla così.

__________
Oggi esce un ebook collettivo e collaborativo per i dieci anni dal G8 di Genova, promosso dall'Associazione 26x1, che pare essersi ispirata a noi sia nel nome che nell'iniziativa. Noi non possiamo che sentirci orgogliosi di tutto questo e quello qui sopra è il mio piccolo contributo.
Si può scaricare l'ebook (in pdf, epub e mobi) da qui.
E se la prossima settimana siete dalle parti di Varese, a
Paesaggi Sonori, Festival di musica violenta, amore e autoproduzione  promosso sempre dai 26x1, potreste anche incappare nella presentazione ufficiale con letture e musiche (e per chi non li ha mai visti dal vivo sarebbe anche la volta buona per beccarsi un live dei Gazebo Penguins).
Intanto li ringraziamo, perché anche grazie a loro, dieci anni dopo nessuno dimentica.

(comunicazione di servizio)

Abbiamo avuto qualche problema, ultimamente, col feed rss - se non sai cosa sia, a parte che puoi considerarti perfettamente sano di mente, molto più sano di uno che lo sa, fai come se questa comunicazione non ci fosse - e può darsi che abbiamo sparso in giro per i vari socialcosi e feed reader in generale un po' di post che non esistono o che devono ancora essere pubblicati. Ci scusiamo per il disservizio, come si dice nei posti seri.

giovedì 8 settembre 2011

Spudorate indicazioni di voto

Visto che il meccanismo di votazione dei Macchianera Blog Awards impone al votante di segnare la preferenza in tutte le categorie (è una roba da matti) e che anche mia mamma mi ha mandato una mail per sapere chi votare nei posti in cui non c'è Barabba, ho pensato che fosse il caso di scrivere un post di servizio con i miei consigli (miei personalissimi) su dove, come e perché riempire le caselline di voto. Se avete delle altre idee sensate o delle obiezioni ragionevoli, mettetele pure nei commenti. Sicché, io farei così:
  • Personalità in rete dell'anno: eviterei politici e politicanti, quindi voterei Makkox, ché quest'anno ha superato sé stesso e tutti gli altri con le vignette sul Post, i librini autoprodotti, il canemucco, la copertina di Schegge di Liberazione, eccetera, e si merita tutto il bene del mondo, oltre che dei soldi, ogni tanto.
  • Sito o blog rivelazione dell'anno: Barabba.
  • Migliore community o sito collettivo: molti non li conosco, alcuni non mi piacciono granché, quindi spenderei un voto per Spinoza, perché anche se hanno vinto tutto e tutti negli anni passati, rimangono pur sempre i migliori guaglioni con cui berrei una birra dietro l'altra.
  • Miglior sito o blog d'opinione: Leonardo, che è pure un barabbista.
  • Miglior blog o testata giornalistica: il Post, perché, pur con tutti i suoi difetti, è davvero il miglior blog o testata giornalistica delle lista.
  • Miglior sito o blog tecnico-divulgativo: (mi scuserà il sempiterno Andrea Beggi, che comunque ha sempre vinto) io voterei Keplero, di Amedeo Balbi, perché parlare di fisica, astrofisica, cosmologia e cosmogonia così chiaramente a noi profani e ignorantoni è mestiere di pochi, tipo Stephen Hawking, per dire.
  • Miglior sito o blog televisivo: (non lo so, non guardo la televisione).
  • Miglior sito o blog culinario: (non lo so, non so cucinare).
  • Sito o blog con la miglior grafica: questa è una categoria che non ho mai capito, penso che voterò completamente a caso e, se anche voi farete lo stesso, per un calcolo approssimativo delle probabilità, dovrebbero arrivare tutti a pari merito.
  • Miglior sito cinematografico: qui voterei i 400 calci, che spaccano sempre tantissimo, ma hanno vinto l'anno scorso, quindi proviamo ancora a far vincere il buon kekkoz, che però, ahilui, è in nomination con due blog: Friday Prejudice e Memorie di un giovane cinefilo. Voto Friday Prejudice, forse quello che seguo di più.
  • Miglior sito o blog erotico: Lindalov, perché sì.
  • Miglior sito o blog musicale: è difficile, ci sono un sacco di amici in nomination e tutti scrivono bene e soprattutto sanno quello che scrivono: polaroid, inkiostro, Stereogram e Tabacaria, almeno. Allora, con un colpo di coda, si dà il voto all'artigianato settoriale ma di altissima qualità di Tabacaria: metallo, monaci e le avventure di casa potts.
  • Miglior sito o blog letterario: Barabba.
  • Miglior disegnatore o vignettista: anche qui è dura, voterei Makkox, che ci ha pure fatto la copertina di Schegge di Liberazione. Voi, però, potete votare anche Joshua Damian Held, che è un genione. Per votare Gipi, invece, dovremmo rivederlo disegnare, soprattutto online, ma ci ha la testa da un'altra parte, ultimamente.
  • Miglior sito o blog politico: Io ricordo Genova, perché hanno fatto un lavoro tosto. E poi è il 2011, se non ora, quando?
  • Miglior post o articolo dell'anno: Leonardo, per i motivi di cui sopra, e Il Lodo Ligabue, in particolare, ché noi carpigiani, Ligabue, lo amiamodiamo da sempre.
  • Miglior podcast / trasmissione radio online: (non lo so, di solito ascolto quella borsa di radio3 e poco altro).
  • Miglior social network / servizio per i blog: FriendFeed, senza il quale non esisterebbero gran parte delle cose elettriche di Barabba Edizioni, e forse nemmeno noi.
  • Miglior tweeter italiano: Lucah, per Sucate, oppure Tigella, ch'è brava un bel po'. Eviterei politici, politicanti, giornalisti e gente di spettacolo. Peccato solo che non ci sia Riotta.
  • Miglior sito o blog personale: Azael, per questo e tanto altro. Oppure Sempre un po' a disagio, che forse doveva essere nominato nelle rivelazioni o nei migliori blog dell'anno. Epperò ad Azael vogliamo un bene che non si spiega.
  • Miglior web agency / digital PR online: (cos'è?).
  • Cattivo più temibile della rete: UomoMordeCane, secondo me (poi mi sono stancato di scrivere, figuriamoci voi di leggere).
  • Miglior sito o blog andato a puttane: Le Malvestite, a malincuore.
  • Miglior sito o blog a sfondo sociale: Io Ricordo Genova, vedi sopra.
  • Miglior sito o blog fotografico: io di foto non ci capisco niente, giuro, ma voterei Pro-Fumo, che tempo addietro scattò la foto che Mario Vargas Llosa scelse per il Nobel.
  • Miglior sito o blog di satira: Spinoza, e ci dispiace per gli altri.
  • Miglior sito o blog turistico: NoBordersMagazine, e oltre il voto, vi consiglierei di seguirlo quotidianamente.
Fine. È una faticaccia.
Ma Votate. Votate bene. Votate Barabba.

mercoledì 7 settembre 2011

Son fatto così (13)

Son fatto che è un periodo, anche lungo, a dir la verità, che quando c'è una pista da ballo, o un'occasione per ballare, che son poche, ultimamente, in realtà, le piste da ballo, o le occasioni per ballare, io sto lì ai margini, da solo, a bere una birra, a pensare alle mie cose, a fare i fatti miei, eccetera, e non c'è mica bisogno che vi sentiate allarmati e obbligati a chiedermi ogni dieci minuti se vengo a ballare o perché non vengo a ballare, ché tanto non ci vengo, a ballare, e il perché non lo so, del fatto che non ballo; invece, al contrario, quando sono in macchina, da solo, canto sempre a squarciagola. E batto con la mano sul tettuccio. Son fatto così.

lunedì 5 settembre 2011

Trucchi della borghesia (37)

La spiaggia di ciottoli, che in realtà sono giaroni (dicesi giarone una pietra di medie dimensioni, che ti può stare in mano, ruvida, irregolare ma, soprattutto, appuntita).

venerdì 2 settembre 2011

Blog rivelazione dell'anno? Miglior blog letterario?

Con gioia incontenibile annunciamo la candidatura di Barabba ai Macchianera Blog Awards 2011 – quella cosa che viene spesso definita come la notte degli Oscar della blogsfera italiana e che si svolge ogni anno durante la Blogfest di Riva del Garda – nelle due categorie "sito o blog rivelazione dell'anno" (pensa te) e "miglior sito o blog letterario" (robe da matti, ce la giochiamo con gente del calibro di Finzioni, Paolo Nori, Poesie da decubito, E io che mi pensavo).


Potete esprimere il vostro voto per Barabba a questo indirizzo da oggi fino al 28 di settembre. E nel ringraziare e glorificare tutti quelli che hanno candidato il nostro simpatico blogghetto, vi chiediamo ancora uno sforzo: o popolo, fai come un paio di migliaia d'anni fa, VOTA BARABBA.

giovedì 1 settembre 2011