martedì 14 dicembre 2010

Biografie essenziali (98)

Luigi XVI di Borbone, detto il Desiderato, il 14 luglio del 1789 scrisse sul diaro: «Rien».

lunedì 13 dicembre 2010

Il più bel romanzo d’amore che nessuno legge

Barabbisti, lettori carbonari, digeritori dell’indigeribile: il romanzo allegorico medievale aspetta solo voi. Sabato 18, ore 16:30, biblioteca di Correggio, Cosimo Frittere legge e commenta il Roman de la Rose. E si comincia così: ‘Maintes genz cuident que en songes / N’ait se fable non et mençonge’. Clic.

Scene da un autotrasporto

Gli autisti dei container, salvo rarissime eccezioni, non ti ascoltano quando gli parli. Questo, a dire la verità, accade per la maggior parte degli autisti, ma quelli dei container risaltano, soprattutto nella fase di consegna dei documenti. Firmano distrattamente, dopodiché c’è un solo modo perché non se ne vadano: consegnare loro la lettera di vettura che ti hanno dato in precedenza come ULTIMO DOCUMENTO. Altrimenti, appena hanno quella in mano, se ne vanno. A volte ti chiedono “Tutto a posto?”, ma in realtà non ascoltano la risposta. Infatti la scena tipo è

“Tutto a posto?”
“Un attimo, le devo timbrare le fatture”
“Va bene, allora ciaoooo” (se ne va)
“OOOOOOHHHHH! LE FATTUREEE!”

Abbiamo iniziato a fare la prova del nove. Quando chiedono “Tutto a posto?” con la lettera di vettura in mano, diciamo frasi del tipo “L’Olanda è per gran parte sotto il livello del mare” oppure “Comprami il nuovo album degli Slayer”, oppure “Nel pane azzimo non c’è il lievito”.

Solo uno su cinque, stamattina, ci ha detto “Ma che cazzo state dicendo?"

domenica 12 dicembre 2010

Son fatto così (4)

Son fatto che se c'è una cosa bella, e magari l'ho organizzata anch'io, o ho partecipato nell'organizzazione, e che magari dura dei giorni, e c'è il giorno che avevo previsto che questa cosa bella avrebbe toccato il suo apogeo, quando arriva quel giorno lì, nel momento preciso in cui la cosa bella è arrivata al suo apogeo, un secondo prima che la stessa cosa bella cominci ad assestarsi o magari a scemare, e anche se tutti son lì a dirti Dai rimani ancora un po', ancora un altro giorno, dai rimani, anche se è gente a cui voglio bene tantissimo, ecco, io son preso da questa cosa che poi ho paura di esagerare e di rovinarla, la cosa bella, e mi metto subito in viaggio. Vado via. Son fatto così.

Scuola elementare di scrittura emiliana (2)

Invece di dire: “c’è il problema” ha detto: “non c’è il problema”. Invece di dire “stiamo perdendo ricchezza per il doppio degli altri” ha detto: “stiamo meglio degli altri”. Invece di dire: “il lavoro, l’occupazione sono il primo problema” ha detto: “l’occupazione non è un problema”. E dicendo tutto questo ha agito di conseguenza, cioè a rovescio.

(Pier Luigi Bersani, dal discorso a San Giovanni dell'11/12/2010)

martedì 7 dicembre 2010

La (casa) romana

Sembra che l'abbiano fatto apposta per i barabbisti – che si muoveranno in forze (carlo dulinizo, Ilke Bab, osvaldo, simone, grushenka e il sottoscritto) in questo ponte della morte di John Lennon per andare a leggere la Resistenza a Motore – sembra che l'abbiano fatto apposta di aprire al pubblico la casa di quello scrittore così amato soprattutto ai tempi dell'internet, amato dall'internet e dalla popolazione tutta. Val la pena di farci una gita.

A tavola con Tiziano Fiorveluti: Risotto "Salome"

Va pronunciato alla tedesca, quel Salome. Il risotto in questione trae spunto dall'ascolto di numerose opere di Richard Strauss, che stanno lì tra il tardo romantico e il novecento impetuoso di sperimentazione e dodecafonia.

Riempite una bella pentola d'acqua appena salata e buttate dentro nell'ordine: un gambo di sedano, una o due carote tagliate a rondelle, una mezza cipolla bianca nella quale avrete infilzato dei chiodi di garofano. Tagliate dei broccoli a pezzetti piccoli e buttateci pure quelli. Mettete a bollire, bollire e bollire. In pratica otterrete un pentolone di brodo vegetale personalizzato.

Filtrate il brodo con il colino e pestate le verdure cotte col mortaio (se siete romantici) oppure nel passaverdure (se amate Ravel) oppure nel coso elettronico (se siete Schoenberghiani). Tenete le verdure, che vi serviranno.

Tagliate a dadini dello speck. L'altra metà della cipolla fatela a fettine e poi fatela soffriggere con olio e burro, mettete anche lo speck. Buttate il riso e fatelo brillare mescolando spessissimo. Aggiungete un goccio di vino bianco, se vi va. Anzi, fatelo.

Quando il riso "brilla" a sufficienza, iniziate a mettere il brodo caldo a mestolate. Tenete il riso "a mollo" sull'orlo dell'affogamento, ma senza esagerare. Quando sta per compattarsi, un'altra mestolata. Quando il riso è quasi cotto (leggete il minutaggio) allora buttate dentro le verdure pestate e poi mantecate aggiungendo burro e formaggio parmigiano grattugiato e mescolando.

Un filo d'olio a crudo nel piatto non guasta, ça va sans dire.

lunedì 6 dicembre 2010

Dialettica (4)

A siora Zanze (xe deboe de suste) dice una vecchia canzone popolare veneziana. E il termine Zanze, declinato al maschile come al femminile, alla bisogna, proprio ricordando quella canzone e quella signora che andava sempre al gabinetto per espletare un bisogno fisiologico, è diventato un modo per definire chi non sta mai fermo un attimo. Ed è ovviamente diventato il soprannome di tanti. Anche di un mio amico, che non sta fermo mai e al bagno pure lui, adesso che ci penso bene, va spesso, dopo la seconda pinta di birra.

(di Mitia Chiarin "fatacarabina")

Dialettica (3)

Per tutti gli italiani la madre del coniuge è la suocera, mentre per i napoletani si biforca, come ogni dilemma cornuto, in socra e gnora.
La gnora è la madre della sposa, denominazione che deriva da “signora”, e i proverbi che la riguardano sono pochi e rispettosi, non avendo l’ardire di sbeffeggiarla. Si consiglia quindi allo sposo di blandire la gnora per risparmiarsi problemi che potrebbero farlo schiatta’ ’ncuorpo e procurargli fastidi intestinali così forti da richiedere, per lenirli, l’uso del clistere, o serviziale, che dir si voglia. In altre parole, Allìsciate ’a gnora e astìpate ’o serviziale.
La socra, invece, la madre dello sposo, sembra meno fortunata visto che ’A socra cu ’a nora ha dda tene’ ’a vorza aperta e ’a vocca nchiusa (la suocera con la nuora deve tenere la borsa aperta e la bocca chiusa), a causa della sua non rara ingerenza negli affari della casa di chi ancora sente come il proprio figlio.
Sconsigliata, in ogni caso, la convivenza tra nuora e suocera, essere spesso infido e velenoso, tanto che ’A vìpara ca muzzecaie a sòcrema murette ’e tuósseco.

(di Francesco Laviano "pensieri spettinati")

domenica 5 dicembre 2010

Cammina cammina

Il 5 dicembre del 2009 ho scritto un post che si chiamava "Alzati e cammina". Dovevo riaprire Barabba, da lungo tempo agonizzante e in attesa che qualcuno staccasse la spina, dovevo riaprirlo perché volevo leggere una cosa per il collettivovoci, che è un posto dove dei blogger leggono i post degli altri blogger, e Mitia, la titolare del progetto, mi diceva che per farlo dovevo avere un blog. Allora ho pensato Oh, io ce l'ho un blog, si chiama Barabba, adesso lo riapro per finta e leggo un pezzo di Sandroni per il collettivovoci.

E poi, invece di staccargli la spina, a Barabba, è andata a finire che gliela abbiamo riattaccata. E da lì son successe talmente tante cose, tra gli ebook, Schegge di Liberazione, Cronache di una sorte annunciata, la Blogfest, l'EAVIcamp, millemila facce conosciute, pacche sulle spalle, bevute e nottate brave, son successe talmente tante cose, e ci siamo rimessi a scrivere quasi quotidianamente, abbiamo aggiunto barabbisti nuovi, abbiam girato l'Italia, e insomma, son successe talmente tante cose che io quel post là per il collettivovoci mi son dimenticato di leggerlo.

Rimedio oggi, a un anno esatto di distanza, che è un una specie di primo compleanno della seconda vita e della resurrezione di Barabba, e ringrazio Mitia e mi scuso con lei per il ritardo. E ringrazio pure Sandroni, perché quel post era suo e tutto quest'anno di barabbate c'è stato anche un po' per colpa sua. Il post di Sandroni si chiama "Dilemma". Lo trovate letto dal sottoscritto sul collettivovoci, qui.

Tanti auguri a noi.

sabato 4 dicembre 2010

Biografie essenziali (97)

Andy Warhol. Andy Warhol. Andy Warhol.
Andy Warhol. Andy Warhol. Andy Warhol.
Andy Warhol. Andy Warhol. Andy Warhol.

venerdì 3 dicembre 2010

L'arte di copiare

Nel novembre 2009, alla Triennale di Milano – nel corso di una giornata spettacolare, con Vinicio Capossela, Massimo Cirri, Annamaria Testa, Paolo Nori e tanti altri – abbiamo lanciato un concorso letterario basato sulla riscrittura di testi letterari. Da allora, e lungo tutto un anno di Letteratura Rinnovabile [...] da Kafka a Conrad, da Cechov a Hugo – con la partecipazione straordinaria di nuovi talenti italiani come Cristiano Cavina o Maurizio Matrone – molti autori sono stati oggetto di riscrittura.
(dalla newsletter della Marcos y Marcos)

Quel concorso il nostro Carlo Dulinizo, barabbista della prima ora, l'ha stravinto, vi ricordate? E il 14 dicembre esce un'antologia dal nome L'arte di copiare - Almanacco di Letteratura Rinnovabile 2010 (foto, racconti, riscritture di un anno rinnovabile, pagine 320, € 15,00). Dentro ci sono anche le Confessioni di un titillatore di iPhone, appunto, il racconto vincitore. Facciamo un applauso in piedi a quel brav'uomo del Dulinizo.

giovedì 2 dicembre 2010

Sarà stata la fatica

Oggi ho ricominciato a correre.
Due mesi che sono stata ferma, adesso che non fumo, quattro chili.
Dai Ilke Bab, fai ciao ciao con la manina alla tua camicetta preferita!, mi ha detto la voce a cui ogni tanto, nei sogni, sparo con un mitra.
Allora oggi ho ricominciato. A correre intendo.

Arrivo in cima al portico di San Luca rossa e boccheggiante. Bevo dalla fontanella, mi siedo su una panchina di fronte al santuario e mentre lotto contro l'asfissia, ecco una nuova apparizione: Patti Smith aiuta Dalida ad arrampicarsi su una grondaia lungo la facciata della chiesa. Una volta salite sul tetto, srotolano insieme uno striscione bianco con su scritto "Oggi non lavoro, oggi non mi vesto, resto nudo e manifesto".
E via urla e applausi finché non ho ripreso fiato, e davanti a me è rimasta solo la nebbia.

Siamo una società orribile (6)

La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò e, per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga, si sdraiò a fare un sonnellino. La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro...

(Esopo, La lepre e la tartaruga)

Vorrei che non foste così smaniosi di quella potenza che vi gonfia il pene, perché non è la fretta che vi sbatte nell'altra corsia, in curva, sterzando veloci per evitare il frontale, rientrando di colpo senza freccia, allontanandovi come saette, no, non è la fretta, è prepotenza. Maledetto quel popolo che rischia la vita altrui per poi ignorarne lo sguardo incazzato, nello specchietto retrovisore, al primo semaforo, duecento metri dopo.

mercoledì 1 dicembre 2010

Fantasie di un magazziniere: corsi, ricorsi e riflessione

Corso sulla Sicurezza Aziendale: il pericolo è ovunque ma tu non ci puoi fare niente
"...comunque il Sole è stato riconosciuto come entità cancerogena dall'Organizzazione Mondiale della Sanità..."
Corso base di Excell 2007: erotizzazione dei rapporti uomo-macchina
Giulio dice che è una lei, Alessandra che è un lui ma non gli fanno sapere che sono già impegnati
Riflessione:
Mentre voi lettori potete camuffare e fingere di fare il vostro lavoro io, che son su questo pc da 7 minuti, ho già sforato di 5 minuti buoni il tempo minimo necessario per trovare su googlemaps dove saranno le mie prossime consegne in giro per la bassa modenese. Ah, i brividi del proibito...