martedì 14 dicembre 2010
Biografie essenziali (98)
lunedì 13 dicembre 2010
Il più bel romanzo d’amore che nessuno legge
Scene da un autotrasporto
Gli autisti dei container, salvo rarissime eccezioni, non ti ascoltano quando gli parli. Questo, a dire la verità, accade per la maggior parte degli autisti, ma quelli dei container risaltano, soprattutto nella fase di consegna dei documenti. Firmano distrattamente, dopodiché c’è un solo modo perché non se ne vadano: consegnare loro la lettera di vettura che ti hanno dato in precedenza come ULTIMO DOCUMENTO. Altrimenti, appena hanno quella in mano, se ne vanno. A volte ti chiedono “Tutto a posto?”, ma in realtà non ascoltano la risposta. Infatti la scena tipo è
“Tutto a posto?”
“Un attimo, le devo timbrare le fatture”
“Va bene, allora ciaoooo” (se ne va)
“OOOOOOHHHHH! LE FATTUREEE!”
Abbiamo iniziato a fare la prova del nove. Quando chiedono “Tutto a posto?” con la lettera di vettura in mano, diciamo frasi del tipo “L’Olanda è per gran parte sotto il livello del mare” oppure “Comprami il nuovo album degli Slayer”, oppure “Nel pane azzimo non c’è il lievito”.
Solo uno su cinque, stamattina, ci ha detto “Ma che cazzo state dicendo?"
domenica 12 dicembre 2010
Son fatto così (4)
Scuola elementare di scrittura emiliana (2)
(Pier Luigi Bersani, dal discorso a San Giovanni dell'11/12/2010)
martedì 7 dicembre 2010
La (casa) romana
A tavola con Tiziano Fiorveluti: Risotto "Salome"
Va pronunciato alla tedesca, quel Salome. Il risotto in questione trae spunto dall'ascolto di numerose opere di Richard Strauss, che stanno lì tra il tardo romantico e il novecento impetuoso di sperimentazione e dodecafonia.
Riempite una bella pentola d'acqua appena salata e buttate dentro nell'ordine: un gambo di sedano, una o due carote tagliate a rondelle, una mezza cipolla bianca nella quale avrete infilzato dei chiodi di garofano. Tagliate dei broccoli a pezzetti piccoli e buttateci pure quelli. Mettete a bollire, bollire e bollire. In pratica otterrete un pentolone di brodo vegetale personalizzato.
Filtrate il brodo con il colino e pestate le verdure cotte col mortaio (se siete romantici) oppure nel passaverdure (se amate Ravel) oppure nel coso elettronico (se siete Schoenberghiani). Tenete le verdure, che vi serviranno.
Tagliate a dadini dello speck. L'altra metà della cipolla fatela a fettine e poi fatela soffriggere con olio e burro, mettete anche lo speck. Buttate il riso e fatelo brillare mescolando spessissimo. Aggiungete un goccio di vino bianco, se vi va. Anzi, fatelo.
Quando il riso "brilla" a sufficienza, iniziate a mettere il brodo caldo a mestolate. Tenete il riso "a mollo" sull'orlo dell'affogamento, ma senza esagerare. Quando sta per compattarsi, un'altra mestolata. Quando il riso è quasi cotto (leggete il minutaggio) allora buttate dentro le verdure pestate e poi mantecate aggiungendo burro e formaggio parmigiano grattugiato e mescolando.
Un filo d'olio a crudo nel piatto non guasta, ça va sans dire.
lunedì 6 dicembre 2010
Dialettica (4)
(di Mitia Chiarin "fatacarabina")
Dialettica (3)
La gnora è la madre della sposa, denominazione che deriva da “signora”, e i proverbi che la riguardano sono pochi e rispettosi, non avendo l’ardire di sbeffeggiarla. Si consiglia quindi allo sposo di blandire la gnora per risparmiarsi problemi che potrebbero farlo schiatta’ ’ncuorpo e procurargli fastidi intestinali così forti da richiedere, per lenirli, l’uso del clistere, o serviziale, che dir si voglia. In altre parole, Allìsciate ’a gnora e astìpate ’o serviziale.
La socra, invece, la madre dello sposo, sembra meno fortunata visto che ’A socra cu ’a nora ha dda tene’ ’a vorza aperta e ’a vocca nchiusa (la suocera con la nuora deve tenere la borsa aperta e la bocca chiusa), a causa della sua non rara ingerenza negli affari della casa di chi ancora sente come il proprio figlio.
Sconsigliata, in ogni caso, la convivenza tra nuora e suocera, essere spesso infido e velenoso, tanto che ’A vìpara ca muzzecaie a sòcrema murette ’e tuósseco.
(di Francesco Laviano "pensieri spettinati")
domenica 5 dicembre 2010
Cammina cammina
E poi, invece di staccargli la spina, a Barabba, è andata a finire che gliela abbiamo riattaccata. E da lì son successe talmente tante cose, tra gli ebook, Schegge di Liberazione, Cronache di una sorte annunciata, la Blogfest, l'EAVIcamp, millemila facce conosciute, pacche sulle spalle, bevute e nottate brave, son successe talmente tante cose, e ci siamo rimessi a scrivere quasi quotidianamente, abbiamo aggiunto barabbisti nuovi, abbiam girato l'Italia, e insomma, son successe talmente tante cose che io quel post là per il collettivovoci mi son dimenticato di leggerlo.
Rimedio oggi, a un anno esatto di distanza, che è un una specie di primo compleanno della seconda vita e della resurrezione di Barabba, e ringrazio Mitia e mi scuso con lei per il ritardo. E ringrazio pure Sandroni, perché quel post era suo e tutto quest'anno di barabbate c'è stato anche un po' per colpa sua. Il post di Sandroni si chiama "Dilemma". Lo trovate letto dal sottoscritto sul collettivovoci, qui.
Tanti auguri a noi.
sabato 4 dicembre 2010
Biografie essenziali (97)
Andy Warhol. Andy Warhol. Andy Warhol.
Andy Warhol. Andy Warhol. Andy Warhol.
venerdì 3 dicembre 2010
L'arte di copiare
Nel novembre 2009, alla Triennale di Milano – nel corso di una giornata spettacolare, con Vinicio Capossela, Massimo Cirri, Annamaria Testa, Paolo Nori e tanti altri – abbiamo lanciato un concorso letterario basato sulla riscrittura di testi letterari. Da allora, e lungo tutto un anno di Letteratura Rinnovabile [...] da Kafka a Conrad, da Cechov a Hugo – con la partecipazione straordinaria di nuovi talenti italiani come Cristiano Cavina o Maurizio Matrone – molti autori sono stati oggetto di riscrittura.
(dalla newsletter della Marcos y Marcos)
Quel concorso il nostro Carlo Dulinizo, barabbista della prima ora, l'ha stravinto, vi ricordate? E il 14 dicembre esce un'antologia dal nome L'arte di copiare - Almanacco di Letteratura Rinnovabile 2010 (foto, racconti, riscritture di un anno rinnovabile, pagine 320, € 15,00). Dentro ci sono anche le Confessioni di un titillatore di iPhone, appunto, il racconto vincitore. Facciamo un applauso in piedi a quel brav'uomo del Dulinizo.
giovedì 2 dicembre 2010
Sarà stata la fatica
Due mesi che sono stata ferma, adesso che non fumo, quattro chili.
Dai Ilke Bab, fai ciao ciao con la manina alla tua camicetta preferita!, mi ha detto la voce a cui ogni tanto, nei sogni, sparo con un mitra.
Allora oggi ho ricominciato. A correre intendo.
Arrivo in cima al portico di San Luca rossa e boccheggiante. Bevo dalla fontanella, mi siedo su una panchina di fronte al santuario e mentre lotto contro l'asfissia, ecco una nuova apparizione: Patti Smith aiuta Dalida ad arrampicarsi su una grondaia lungo la facciata della chiesa. Una volta salite sul tetto, srotolano insieme uno striscione bianco con su scritto "Oggi non lavoro, oggi non mi vesto, resto nudo e manifesto".
E via urla e applausi finché non ho ripreso fiato, e davanti a me è rimasta solo la nebbia.
Siamo una società orribile (6)
La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva più, tanto era già lontana. Poi si fermò e, per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga, si sdraiò a fare un sonnellino. La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro...
(Esopo, La lepre e la tartaruga)
Vorrei che non foste così smaniosi di quella potenza che vi gonfia il pene, perché non è la fretta che vi sbatte nell'altra corsia, in curva, sterzando veloci per evitare il frontale, rientrando di colpo senza freccia, allontanandovi come saette, no, non è la fretta, è prepotenza. Maledetto quel popolo che rischia la vita altrui per poi ignorarne lo sguardo incazzato, nello specchietto retrovisore, al primo semaforo, duecento metri dopo.
mercoledì 1 dicembre 2010
Fantasie di un magazziniere: corsi, ricorsi e riflessione
"...comunque il Sole è stato riconosciuto come entità cancerogena dall'Organizzazione Mondiale della Sanità..."
Corso base di Excell 2007: erotizzazione dei rapporti uomo-macchina
Giulio dice che è una lei, Alessandra che è un lui ma non gli fanno sapere che sono già impegnati
Riflessione:
Mentre voi lettori potete camuffare e fingere di fare il vostro lavoro io, che son su questo pc da 7 minuti, ho già sforato di 5 minuti buoni il tempo minimo necessario per trovare su googlemaps dove saranno le mie prossime consegne in giro per la bassa modenese. Ah, i brividi del proibito...