giovedì 17 febbraio 2011

Don't Panic

Vuoi sapere qual è la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto? Adesso te la spiego. C'è una foto che mi vede esultante, sedicenne, pischello, in braghette da ciclista, maglietta attillata della Ciclistica Novese Confezioni Carsil, caschetto aerodinamico e occhiali a mosca. Quando la faccio vedere in giro, di solito, dico Qui ero sullo Stelvio.

Mica vero: dovevamo ancora salire. Eravamo io e mio padre con le bici, e mio nonno col furgone, che ci seguiva. E lo Stelvio, che non finisce mai.

Al decimo tornante son già da solo, mio padre si stacca, alla fine me lo vedrò arrivare dietro sul furgone. Al ventesimo tornante gli alberi cominciano già a diventare sempreverdi. Al venticinquesimo, quando tiro le mani sul manubrio, la ruota davanti si stacca dall'asfalto, siamo al dieci percento, la maglietta è bagnata, ho finito la prima borraccia d'acqua e ho mangiato tutte le barrette di cioccolata che avevo nei taschini di dietro e un po' bestemmio, diobono.

Al trentesimo tornante mi raggiunge un tedesco di vent'anni, mi spinge un po' con la mano sul culo, vuol fare conversazione ma tanto io il tedesco non lo so, e so poco l'inglese, anche, e poi son troppo occupato a prendere fiato. Lui mi regala un muesli e io provo a masticarlo, ma non ho saliva per mandar giù il riso soffiato e colloso e allora lo sputo. Il tedesco se la prende, si alza sui pedali e mi stacca.

Al trentacinquesimo tornante gli alberi non ci sono più, c'è dell'erbetta sparuta, qualche marmotta, un silenzio che ti snerva, delle macchine che scendono dalla cima e senti l'odore dei freni a disco che si sciolgono. Non c'è neanche più il tempo per ritagliarsi una bestemmia tra un respiro e quell'altro, e intanto la testa mi si piega di lato, un orecchio s'intoppa, cerco un rapporto più corto e agile, ma la catena è già sull'ultimo, 39x23, se non mi ricordo male, una roba impossibile.

Quando sali lo Stelvio non puoi mica smettere di pedalare, devi salire e basta, e io son delle ore che spingo, pedalata, pedalata, pedalata, colpo di tosse, pedalata, pedalata, pedalata, il sudore arriva sugli occhi e brucia, pedalata, pedalata, pedalata, bevo un sorso e al quarantesimo tornante non c'è neanche più l'erbetta, i tornanti che restano son tutti lì davanti agli occhi, mi vien male, sono lì da solo, non penso più a niente, e mi vien male.

Finisce anche la seconda borraccia, tocca andar su senz'acqua. Al quarantacinquesimo tornante ne mancano tre, abbozzo un sorriso, sto andando agli otto, nove all'ora da sempre, adesso ogni pedalata l'accompagno con un dondolìo della schiena, la postura è scompostissima, ma la testa guarda avanti, alla cima, diobono dai che ci siamo.

È al quarantasettesimo tornante che sento delle voci che chiacchierano amabilmente alle mie spalle, ed è al quarantottesimo tornante, l'ultimo, che quelle voci mi sorpassano: sono Bartoli e un suo compagno di squadra che si allenano. Sembra che stiano facendo il cavalcavia di Rolo sulla Modena-Brennero. Li mando a cagare col poco pensiero che mi rimane, sono arrivato, non scendo neanche dalla bici e mi appoggio con una mano al palo del cartello Passo dello Stelvio.

Sto lì fermo per dieci minuti, senza dir niente, senza pensare a niente, guardo solo un po' la neve del ghiacciaio. Intanto sento Bartoli che dice al suo amico Adesso andiam giù dall'altra parte e torniamo su, poi pranziamo. È in quel momento preciso che capisco che forse, io, nella vita, devo fare dell'altro.

Ma vi avevo promesso la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto. È 48.

14 commenti:

  1. che bello. Ora devo prender fiato e bere un tè caldo solo per averlo letto, ma che bello questo post.

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  2. ringrazio e arrosso.

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  3. Bell'articolo ma la risposta alla domanda fondamentale bla bla bla non è 48! :)

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  4. mau, no, mi sono sbagliato, era 42 o 39, adesso verifico le fonti storiche col babbo.

    Nicola, ho messo quel titolo lì proprio per confutare.

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  5. ok, il babbo ha risposto via sms, avevo un 39x23. E il giorno prima avevo fatto la Vignola-Sestola in gara (ero un matto).

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  6. "48x quanto?" era la continuazione alla tua risposta alla domanda fondamentale ecc. ecc.

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  7. Però! E a noi più anziani fai poi pensare a Coppi su quella salita nel 1952!

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  8. Anonimo9:51 PM

    mi hai fatto venire l'ansia...
    bravo!
    (era 42)
    viola.

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  9. Anonimo10:19 PM

    ...non hai idea di quante volte facendo sport, io riflettendo, mi sia sentito una merda, come ti sei sentito tu...

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  10. Splendida cronaca che mi ha fatto vivere la scalata con gli occhi del protagonista. Meglio di Ormezzano. Grande. Io sullo Stelvio ci sono arrivato in corriera da Bormio.

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  11. Towel Day e ciclismo, sto orgasmando.
    Non sapevo caro Many che avessi un passato da ciclistico, la mia stima nei tuoi confronti, già elevatissima, aumenta ulteriormente.

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    1. molte grazie. sì, dai 9 ai 19 anni (fino alla fine della cat. juniores) ho agonizzato. nel senso di agonismo e nel senso di agonia. se segui il tag http://barabba-log.blogspot.it/search/label/pensieri%20ciclici trovi tutte le mie (dis)avventure :)

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