giovedì 13 gennaio 2011

Mi avevi scelto tu

La prima volta che sono entrato in casa tua, quasi sei anni fa, e mi son seduto su una sedia, sei arrivata e ti sei messa sulle mie ginocchia. Non lo facevi mica con tutti, mi diceva lei, ma a me, chissà perché, ti avvicinavi, non ti andavi a nascondere come quando entrava qualcuno in casa.

La prima volta che ti ho vista ascoltare i Doors, quasi sei anni fa, anche se lei me l’aveva già raccontato, non ci credevo. Te ne stavi lì davanti alle casse dello stereo, seduta, ascoltavi Riders On The Storm con gli occhi semichiusi, per poi chiuderli del tutto quando sentivi la voce di Jim Morrison. Sorridevi, secondo me, son sicuro, si vedeva.

La prima volta che ho dormito a casa tua, con lei, quasi sei anni fa, nel cuore della notte sei arrivata, sei salita sul letto e mi hai dormito addosso. Non l’avevi mai fatto con nessuno, mi diceva lei. E diceva anche che, secondo lei, prima di lei, mi avevi scelto tu.

La prima volta che ho portato le valigie in casa tua, quasi sei anni fa, tu avevi due anni. Siamo stati quasi sei anni insieme. Ci hai amati e ti sei fatta amare. E se il paradiso degli umani, se c’è, è nelle teste di chi rimane, il tuo paradiso, se c’è, e credo proprio che ci sia, è nelle nostre due teste, nella testa di Caterina e nella mia testa.

Ci hai voluto bene. Ti abbiamo voluto bene. Ciao Grushenka.

2 commenti:

  1. Massima comprensione amico. Tra l'altro in questi giorni ci accomuna il medesimo lutto. Sabina era un po' agli ultimi, e da 4 giorni non si vede in giro. In compenso ci si consola con gli altri sei...

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