Chewing gum, chewingum, ciuingam, cevingum, cevingam, ciunga, gomma, cingomma, gigomma, gingomma, cingum, cingom, cincingomma, ciringomma, cicca, cicles, caucciù, masticante, mastica, tiramastega, ciga.
Vorrei che il sapore dell'impepata di cozze rimanesse nelle vostre bocche quel tanto che basta per goderne ancora un po'. Maledetto quel popolo che ha bisogno di menta o mentolo per definire parametri di pulizia orale, immediatamente dopo i pasti.
giovedì 29 aprile 2010
mercoledì 28 aprile 2010
Pensieri in apnea: dall'A alla Z
Tredicesima Puntata
Ho la mania dei libri. Davvero. Quel giuramento che ho fatto a gennaio (v. Prima Puntata) l'ho infranto già in febbraio. Son durato poco. Non posso farci niente. Ho la mania dei libri.
Ieri ero a Bologna. Giornata libera. Con tutto il sole che riesco a rubare. Dal 25 aprile ho liberato anche i piedi, solo sandali. Dopo piacevoli e private peripezie mi avvio lentamente verso la stazione dei treni. Ancora oggi non riesco a concepire il suono di quella strage. Mia nonna materna doveva raggiungerci vicino a Rovereto. All'ultimo momento mio nonno è riuscito ad accompagnarla in macchina. Dicono che hanno sentito il botto mentre erano in autostrada a Modena Sud.
C'è un piazzale alla fine di via Indipendenza che ospita una porta della città che però ricorda più un arco monumentale. Sembra il figlio di un notaio in un centro sociale occupato. Ma lui ci sta bene. Il color mattone misto ocra lo mimetizza col resto. Dietro, o davanti se venite dalla stazione, ha un parco indubbiamente "stupefacente". Davanti, o dietro se venite dal centro, ma a debita distanza, come per cautelarsi da un possibile collasso architettonico, c'è un largo e basso capannone bianco. Solido e lucido. Pieno di bancarelle di libri usati.
Sono fregato.
Mi avvicino rilassato con la scusa che tanto il treno ce l'ho tra mezz'ora. Avanzo in scioltezza. Butto l'occhio oltre gli occhiali da sole. Perlustro con piacere. Il guaio di essere un librofilo è che oltre ai tuoi tesori cominci a cercare anche i libri che potrebbero interessare ad altri. È bello regalare libri. Mi fa sentire come i gatti quando portano le loro prede in casa. Orgoglioso della mia indipendenza, con questo rito riconosco il legame di stima e affetto con chi riceve il dono.
I libri rari e notevoli in alto non li guardo neanche, il dolore di non poterli portare via sarebbe troppo forte. Specialmente su queste bancarelle ho l'impressione che se non li prendo io, non è che li piglia qualcun altro, magari, ho la convinzione assurda che i libri verranno gettati, buttati via, stracciati, portati al macero, forse anche bruciati. Quindi non li guardo nemmeno.
Abbasso lo sguardo sul mare dei tascabili. Le dita scorrono, palpano consistenze e grane, girano copertine e polveri, corrono sulle pagine con gli angoli ripiegati. In quelle pagine qualcuno ti ha indicato uno dei pezzi migliori del libro. Succede sempre. Poi sei sempre libero di valutare, almeno è questo quello che credi.
Qualcosa spunta. Un vecchio trombone situazionista diceva (voce nasale prego): "Gli spettatori non trovano quello che desiderano ma desiderano ciò che trovano". Uguale anche per me.
Dizionario del Mondo Subacqueo, a cura di Donatello Bellomo e Fabio Vitale, Varese, 1995, Sugarco edizioni.
Nella mia mente comincia lo stupore. Lo prendo su. Forse potrei trovarci qualcosa di utile per il feuilleton clorato che sto scrivendo. La Sugarco, lo dico per chi non è malsano come me, era la casa editrice che tra anni '80 e '90 pubblicava letteratura beat e americana "alternativa", da Jack London a Kerouac, Allen Ginsberg e Ferlinghetti, e l'opera omnia di Sir William CUT UP Burroughs (ora in ristampa per Adelphi). Scoprire che intanto cercavano di sfondare nell'affollato ma redditizio settore dei dizionari è un poco straniante. Vado alla quarta di copertina. Con orientamento centrale e carattere corsivo leggo: Il Sapere di oggi e di sempre in forma agile ed essenziale. Materia per Materia. Dall'A alla Z.
La curiosità mi picchietta le dita sul cranio. Sfoglio le ultime pagine in cerca degli altri titoli della collana. Una paginetta praticamente vuota: il terzo titolo, del Mondo Subacqueo, quello che ho in mano, è anche l'ultimo. Il primo è Dizionario dei papi, il secondo è Dizionario del nazismo.
La confusione accelera di colpo. Invade tutto.
Poi prendo il portafoglio e pago sorridendo.
Ho la mania dei libri. Davvero. Quel giuramento che ho fatto a gennaio (v. Prima Puntata) l'ho infranto già in febbraio. Son durato poco. Non posso farci niente. Ho la mania dei libri.
Ieri ero a Bologna. Giornata libera. Con tutto il sole che riesco a rubare. Dal 25 aprile ho liberato anche i piedi, solo sandali. Dopo piacevoli e private peripezie mi avvio lentamente verso la stazione dei treni. Ancora oggi non riesco a concepire il suono di quella strage. Mia nonna materna doveva raggiungerci vicino a Rovereto. All'ultimo momento mio nonno è riuscito ad accompagnarla in macchina. Dicono che hanno sentito il botto mentre erano in autostrada a Modena Sud.
C'è un piazzale alla fine di via Indipendenza che ospita una porta della città che però ricorda più un arco monumentale. Sembra il figlio di un notaio in un centro sociale occupato. Ma lui ci sta bene. Il color mattone misto ocra lo mimetizza col resto. Dietro, o davanti se venite dalla stazione, ha un parco indubbiamente "stupefacente". Davanti, o dietro se venite dal centro, ma a debita distanza, come per cautelarsi da un possibile collasso architettonico, c'è un largo e basso capannone bianco. Solido e lucido. Pieno di bancarelle di libri usati.
Sono fregato.
Mi avvicino rilassato con la scusa che tanto il treno ce l'ho tra mezz'ora. Avanzo in scioltezza. Butto l'occhio oltre gli occhiali da sole. Perlustro con piacere. Il guaio di essere un librofilo è che oltre ai tuoi tesori cominci a cercare anche i libri che potrebbero interessare ad altri. È bello regalare libri. Mi fa sentire come i gatti quando portano le loro prede in casa. Orgoglioso della mia indipendenza, con questo rito riconosco il legame di stima e affetto con chi riceve il dono.
I libri rari e notevoli in alto non li guardo neanche, il dolore di non poterli portare via sarebbe troppo forte. Specialmente su queste bancarelle ho l'impressione che se non li prendo io, non è che li piglia qualcun altro, magari, ho la convinzione assurda che i libri verranno gettati, buttati via, stracciati, portati al macero, forse anche bruciati. Quindi non li guardo nemmeno.
Abbasso lo sguardo sul mare dei tascabili. Le dita scorrono, palpano consistenze e grane, girano copertine e polveri, corrono sulle pagine con gli angoli ripiegati. In quelle pagine qualcuno ti ha indicato uno dei pezzi migliori del libro. Succede sempre. Poi sei sempre libero di valutare, almeno è questo quello che credi.
Qualcosa spunta. Un vecchio trombone situazionista diceva (voce nasale prego): "Gli spettatori non trovano quello che desiderano ma desiderano ciò che trovano". Uguale anche per me.
Dizionario del Mondo Subacqueo, a cura di Donatello Bellomo e Fabio Vitale, Varese, 1995, Sugarco edizioni.
Nella mia mente comincia lo stupore. Lo prendo su. Forse potrei trovarci qualcosa di utile per il feuilleton clorato che sto scrivendo. La Sugarco, lo dico per chi non è malsano come me, era la casa editrice che tra anni '80 e '90 pubblicava letteratura beat e americana "alternativa", da Jack London a Kerouac, Allen Ginsberg e Ferlinghetti, e l'opera omnia di Sir William CUT UP Burroughs (ora in ristampa per Adelphi). Scoprire che intanto cercavano di sfondare nell'affollato ma redditizio settore dei dizionari è un poco straniante. Vado alla quarta di copertina. Con orientamento centrale e carattere corsivo leggo: Il Sapere di oggi e di sempre in forma agile ed essenziale. Materia per Materia. Dall'A alla Z.
La curiosità mi picchietta le dita sul cranio. Sfoglio le ultime pagine in cerca degli altri titoli della collana. Una paginetta praticamente vuota: il terzo titolo, del Mondo Subacqueo, quello che ho in mano, è anche l'ultimo. Il primo è Dizionario dei papi, il secondo è Dizionario del nazismo.
La confusione accelera di colpo. Invade tutto.
Poi prendo il portafoglio e pago sorridendo.
si parla di:
feuilleton,
pensieri in apnea
lunedì 26 aprile 2010
Biografie essenziali (35)
Non ricordo com'è morto Italo Svevo. Ricordo solo che una volta, durante la Grande Guerra, mangiava bel bello una bistecchina ai ferri e scriveva quanto era piacevole questa cosa mentre intorno c'era la fame e la miseria. Ricordo di aver pensato: "Mo'k basterd!".
si parla di:
biografie essenziali,
Italo Svevo,
vita morte e miracoli
Biografie essenziali (34)
– Michail Afanas’evič Bulgakov?
– Sì, sì.
– Adesso le parlerà il compagno Stalin.
– Cosa? Stalin? Stalin?
– Sì, le parla Stalin. Salve, compagno Bulgakov.
– Salve, Iosif Vissarionovič.
– Abbiamo ricevuto la Sua lettera. L’abbiamo letta con i compagni. A tal proposito riceverà una risposta positiva... Ma è proprio vero che Lei chiede di andarsene all’estero? L’abbiamo seccata molto?
– Ho pensato molto negli ultimi tempi se uno scrittore russo possa vivere fuori dalla sua patria. E mi sembra di no.
– Ha ragione. Anch’io la penso così. Dov’è che vuole lavorare? Al Teatro d’Arte?
– Sì, volevo. Ne avevo parlato, ma ho ricevuto un rifiuto.
– E lei invii loro una richiesta. Mi pare che accetteranno. Noi dovremmo incontrarla, parlare con Lei.
– Sì, sì! Iosif Vissarionovič, ho molto bisogno di parlare con Lei.
– Sì, bisogna trovare il tempo ed incontrarci, necessariamente. E ora, Le auguro ogni bene.
[via]
– Sì, sì.
– Adesso le parlerà il compagno Stalin.
– Cosa? Stalin? Stalin?
– Sì, le parla Stalin. Salve, compagno Bulgakov.
– Salve, Iosif Vissarionovič.
– Abbiamo ricevuto la Sua lettera. L’abbiamo letta con i compagni. A tal proposito riceverà una risposta positiva... Ma è proprio vero che Lei chiede di andarsene all’estero? L’abbiamo seccata molto?
– Ho pensato molto negli ultimi tempi se uno scrittore russo possa vivere fuori dalla sua patria. E mi sembra di no.
– Ha ragione. Anch’io la penso così. Dov’è che vuole lavorare? Al Teatro d’Arte?
– Sì, volevo. Ne avevo parlato, ma ho ricevuto un rifiuto.
– E lei invii loro una richiesta. Mi pare che accetteranno. Noi dovremmo incontrarla, parlare con Lei.
– Sì, sì! Iosif Vissarionovič, ho molto bisogno di parlare con Lei.
– Sì, bisogna trovare il tempo ed incontrarci, necessariamente. E ora, Le auguro ogni bene.
[via]
Biografie essenziali (33)
Daniil Charms morì di fame nel 1942 durante l'assedio nazista di Leningrado. Poi uno dice che almeno con la letteratura d'infanzia si riesce a campare...
venerdì 23 aprile 2010
Schegge di Liberazione: un ebook
Non ricordiamo bene il motivo preciso per cui ci saltò in testa, un giorno piovoso di Febbraio, l'idea di chiedere alla blogsfera di scrivere qualcosa sulla Resistenza. Sicuramente non immaginavamo che in due mesi scarsi saremmo stati travolti da adesioni, post, racconti, piccoli saggi, poesie, ragionamenti e perfino un monologo teatrale.
Abbiamo raccolto tutto in un ebook, che non ho il timore di chiamare "libro". Lo si può scaricare gratuitamente qui (o in edizione economica ed ecologica qui). Sono 211 pagine di post resistenti. Si ride, ci si incazza e ci si commuove. Si chiama Schegge di Liberazione e verrà presentato dal vivo in un paio di occasioni, segnatevi gli appuntamenti.
Non ci sono davvero abbastanza parole per ringraziare come si deve tutti quanti. Ma no, forse una c'è: grazie.
(UPDATE: errata corrige. Sostituite pagine 3, 6, 9, 10, 71, 79, 149, 167 - versione 1.1)
Abbiamo raccolto tutto in un ebook, che non ho il timore di chiamare "libro". Lo si può scaricare gratuitamente qui (o in edizione economica ed ecologica qui). Sono 211 pagine di post resistenti. Si ride, ci si incazza e ci si commuove. Si chiama Schegge di Liberazione e verrà presentato dal vivo in un paio di occasioni, segnatevi gli appuntamenti.
Non ci sono davvero abbastanza parole per ringraziare come si deve tutti quanti. Ma no, forse una c'è: grazie.
(UPDATE: errata corrige. Sostituite pagine 3, 6, 9, 10, 71, 79, 149, 167 - versione 1.1)
giovedì 22 aprile 2010
Schegge di Liberazione: troppo tardi
[Francesco Sabatucci, Franco per i compagni. Dalla sua Bologna è finito in Veneto, Brigata Mazzini, pochi uomini e un coraggio che sfiora l'incoscienza. C'è il Ponte della Priula da far saltare. Con Franco sono in sette. Ma ci riescono. Catturano le sentinelle e fanno brillare le mine. Il nemico dovrà trovarsi un'altra strada. Ed eccolo ancora, poco più in là, sul Cansiglio, a tener botta ai rastrellamenti, cinque giorni, cinque dannati soli. Loro sono di più, molti di più. Non ci pensare, non vuol dir nulla. E ce la fa di nuovo. La Brigata Mazzini è salva, esce dalla sacca, si prepara a nuovi combattimenti. Ci vuole un tradimento per fermarlo, a 23 anni, fine '44: ucciso durante un tentativo di evasione, nonostante tutto ancora non voleva arrendersi.] E' il 21 aprile, 65esimo anniversario della Liberazione di Bologna...(kutavness, Strade e vite)
Non abbiamo fatto in tempo a mettere il racconto di kutavness nell'ebook che uscirà domani. Ma voi leggetelo tutto.
mercoledì 21 aprile 2010
Biografie essenziali (speciale scienziati 3)
Nikolay Nikolaevich Bogolyubov cercava le trasformazioni canoniche: era figlio di un prete.
(di Peppe Liberti, fisico di riferimento)
(di Peppe Liberti, fisico di riferimento)
martedì 20 aprile 2010
Schegge di Liberazione: appuntamenti
Insomma, è fatta. Entriamo nella settimana finale di combattimenti, aspettiamo gli Americani e prepariamo le cipolle da scambiare con barrette di cioccolato straniere, spariamo gli ultimi colpi, c'è chi - ahilui - muore proprio alla fine, c'è chi già è tornato a casa dalla sua bella, e ci son quelli che nascondono i fucili dentro barili d'olio interrati che non si sa mai.
Schegge di Liberazione, l'ebook, è pronto. Di seguito gli appuntamenti, la parata finale, la sfilata tra gli applausi, i sorrisi e i fiori gettati dalle finestre:
23 Aprile: pubblicazione ufficiale del libro (se volete, potete leggervi questa specie di making of).
24 Aprile: reading nel Cortile delle Steli in Palazzo dei Pio a Carpi (MO).
25 Aprile: videoproiezione su Villa Franchin a Mestre (VE), in collaborazione con l'associazione Luoghi Comuni.
Mica male per un 25 Aprile che viene di domenica, no?
Schegge di Liberazione, l'ebook, è pronto. Di seguito gli appuntamenti, la parata finale, la sfilata tra gli applausi, i sorrisi e i fiori gettati dalle finestre:
23 Aprile: pubblicazione ufficiale del libro (se volete, potete leggervi questa specie di making of).
24 Aprile: reading nel Cortile delle Steli in Palazzo dei Pio a Carpi (MO).
25 Aprile: videoproiezione su Villa Franchin a Mestre (VE), in collaborazione con l'associazione Luoghi Comuni.
Mica male per un 25 Aprile che viene di domenica, no?
lunedì 19 aprile 2010
Biografie essenziali (32)
Era un genio. Sulla tomba c'è scritto "Henry Beyle milanese scrisse amò visse". Non morì a causa della sindrome che porta il suo nome.
si parla di:
biografie essenziali,
Stendhal,
vita morte e miracoli
Biografie essenziali (31)
Iosif Vissarionovič Džugašvili, detto Soso, detto Soselo, detto Chopura, detto Geza, detto Ryaboi, detto Kochba, detto Koba, detto Besošvili, detto Beso, detto il Caucasico, detto Petrov, detto Oganess Vartanovič Totomyants, detto Ioška, detto il lattaio, detto Chizhikov, detto David, detto Ivanov, detto Ivanovič, detto Nizheradze, detto Vassilyev, detto Vassily, detto K. Kato, detto K. St., detto Ko., detto Stalin perse completamente l'uso della parola dal 2 al 5 Marzo 1953.
Biografie essenziali (30)
Dylan Thomas è sopravvissuto ai bombardamenti nazisti su Londra ma non a diciotto whiskey di fila. Uno l'ispirazione la trova come può.
si parla di:
biografie essenziali,
Dylan Thomas,
vita morte e miracoli
domenica 18 aprile 2010
Pensieri in apnea: accerchiato!
Dodicesima puntata
Sono ovunque, oggi sono ovunque e in ogni dove.
Mi giro, mi volto, scivolo e scatto. Studio, valuto con frazioni di secondo, con visuale periferica registro i movimenti. Mi tendo fino all'inverosimile, schivo, spingo, colpisco, mi piego e riparto. Formulo ipotesi, modifico tattiche, aggiorno la strategia. Mi sforzo, ignoro i crampi, i dolori momentanei e il fiato corto. Comprimo, coordino, esco dai ripari e mi slancio. L'adrenalina continua a circolare, il sangue pulsa come una marcia nelle orecchie. Ho voglia di urlare.
Mai andare in piscina al sabato, sembra una tonnara.
Tutta colpa della primavera; avevo notato le avvisaglie qualche giorno fa vedendo incomprensibili lampadati e depilati rischiare l'abbronzatura sotto il dilavamento del cloro.
Ora siamo in otto per corsia e questo vale per tutte e sei le corsie. Sei per Otto, Quarantotto, Asino Cotto! Lo squasso è enorme.
L'unico divertimento è scoprire tra i vari nuotanti chi nuota bene e chi no: visto dal bordo vasca chi nuota male sembra sempre che stia sul punto di annegare.
Ma c'è poco da ridere, mi sento in piena sindrome d'accerchiamento.
Come ogni conflitto basato sulla presenza umana, sto lottando per il controllo del territorio, e più precisamente sto lottando per resistere all'invasione dei veterani della 4a corsia, quelli che si segnano le vasche da fare sulla tavoletta e che, mettendosi in fila disciplinata, riescono a stare anche in 15 nella stessa corsia. Quelli che, anche se siamo nell'ora del nuoto libero, si sentono meglio con la scaletta preparata appositamente e da seguire puntigliosamente. Quelli che, come commento cameratesco, si dicono: "Dio Bo'! Stai diventando un uomo di Atlantide!".
Oggi, complice la primavera e forse nuove licenze dalla sede dell'ammiragliato, alcuni di loro son piombati nella 3a corsia, la nostra, quella degli amabili amatori in boxer, con il cipiglio (ammetto la difficoltà di scorgere il cipiglio da sotto gli occhialini, ma vi giuro, c'é) e la supponenza di chi pensa di avere a che fare con dei bambini cresciutelli. Ebbene, i signorini volevano spadroneggiare e son tornati di là con le pinne nel sacco. Purtroppo nell'ethos della battaglia non ho distinto più tra alleati e avversari ma immagino che ogni soldato sia incappato negli stessi rischi.
Bagatelle a parte, c'è solo un aspetto che, purtroppo, invidio al mondo militare: la pena di morte.
La pena di morte è l'unico rimedio definitivo ed esemplare contro chi si ostina a lavarsi col bagnoschiuma al cioccolato prima di entrare in piscina.
Sono ovunque, oggi sono ovunque e in ogni dove.
Mi giro, mi volto, scivolo e scatto. Studio, valuto con frazioni di secondo, con visuale periferica registro i movimenti. Mi tendo fino all'inverosimile, schivo, spingo, colpisco, mi piego e riparto. Formulo ipotesi, modifico tattiche, aggiorno la strategia. Mi sforzo, ignoro i crampi, i dolori momentanei e il fiato corto. Comprimo, coordino, esco dai ripari e mi slancio. L'adrenalina continua a circolare, il sangue pulsa come una marcia nelle orecchie. Ho voglia di urlare.
Mai andare in piscina al sabato, sembra una tonnara.
Tutta colpa della primavera; avevo notato le avvisaglie qualche giorno fa vedendo incomprensibili lampadati e depilati rischiare l'abbronzatura sotto il dilavamento del cloro.
Ora siamo in otto per corsia e questo vale per tutte e sei le corsie. Sei per Otto, Quarantotto, Asino Cotto! Lo squasso è enorme.
L'unico divertimento è scoprire tra i vari nuotanti chi nuota bene e chi no: visto dal bordo vasca chi nuota male sembra sempre che stia sul punto di annegare.
Ma c'è poco da ridere, mi sento in piena sindrome d'accerchiamento.
Come ogni conflitto basato sulla presenza umana, sto lottando per il controllo del territorio, e più precisamente sto lottando per resistere all'invasione dei veterani della 4a corsia, quelli che si segnano le vasche da fare sulla tavoletta e che, mettendosi in fila disciplinata, riescono a stare anche in 15 nella stessa corsia. Quelli che, anche se siamo nell'ora del nuoto libero, si sentono meglio con la scaletta preparata appositamente e da seguire puntigliosamente. Quelli che, come commento cameratesco, si dicono: "Dio Bo'! Stai diventando un uomo di Atlantide!".
Oggi, complice la primavera e forse nuove licenze dalla sede dell'ammiragliato, alcuni di loro son piombati nella 3a corsia, la nostra, quella degli amabili amatori in boxer, con il cipiglio (ammetto la difficoltà di scorgere il cipiglio da sotto gli occhialini, ma vi giuro, c'é) e la supponenza di chi pensa di avere a che fare con dei bambini cresciutelli. Ebbene, i signorini volevano spadroneggiare e son tornati di là con le pinne nel sacco. Purtroppo nell'ethos della battaglia non ho distinto più tra alleati e avversari ma immagino che ogni soldato sia incappato negli stessi rischi.
Bagatelle a parte, c'è solo un aspetto che, purtroppo, invidio al mondo militare: la pena di morte.
La pena di morte è l'unico rimedio definitivo ed esemplare contro chi si ostina a lavarsi col bagnoschiuma al cioccolato prima di entrare in piscina.
si parla di:
feuilleton,
pensieri in apnea
venerdì 16 aprile 2010
Pensieri in apnea: scaramucce perlustrative
Piccola anticipazione
I gas servivano a demoralizzare i soldati nemici ma non permettevano di sfondare le linee difensive e i soldati che non avevano fatto in tempo a mettere la maschera antigas iniziavano a muoversi come se nuotassero. Chi conosceva lo stile libero faceva lo stile libero e chi non lo conosceva nuotava a rana. E tentavano di raggiungere la riva per respirare.
(P. Ourednik, Europeana: breve storia del XX secolo, Due Punti Edizioni, 2005, pg. 22)
I gas servivano a demoralizzare i soldati nemici ma non permettevano di sfondare le linee difensive e i soldati che non avevano fatto in tempo a mettere la maschera antigas iniziavano a muoversi come se nuotassero. Chi conosceva lo stile libero faceva lo stile libero e chi non lo conosceva nuotava a rana. E tentavano di raggiungere la riva per respirare.
(P. Ourednik, Europeana: breve storia del XX secolo, Due Punti Edizioni, 2005, pg. 22)
si parla di:
anticipazioni,
feuilleton,
pensieri in apnea
Biografie essenziali (speciale scienziati 2)
Quando gli scienziati si incontrano ai convegni, lo sappiamo, son degli spiritosoni. Nella settimana appena trascorsa il nostro fisico di riferimento, Peppe Liberti, barabbista honoris causa, ha raccolto un po' di biografie essenziali al ComunicareFisica2010.
Non possiamo immaginare le grasse risate che tutti questi dottori delle scienze si saranno fatti nel partorire le biografie di Sir Joseph John “J. J.” Thomson, Alber Einstein, Ernest Rutherford, Niels Henrik David Bohr, Werner Karl Heisenberg, Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger, Enrico Fermi e Wolfgang Ernst Pauli. Non possiamo immaginarlo perché non abbiamo la benché minima idea di cosa stiano dicendo. Ma possiamo provarci, qui.
Non possiamo immaginare le grasse risate che tutti questi dottori delle scienze si saranno fatti nel partorire le biografie di Sir Joseph John “J. J.” Thomson, Alber Einstein, Ernest Rutherford, Niels Henrik David Bohr, Werner Karl Heisenberg, Erwin Rudolf Josef Alexander Schrödinger, Enrico Fermi e Wolfgang Ernst Pauli. Non possiamo immaginarlo perché non abbiamo la benché minima idea di cosa stiano dicendo. Ma possiamo provarci, qui.
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