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giovedì 12 novembre 2015

Sulla statale che collega Modena e Carpi

L'altro giorno, mentre eravamo in macchina sotto il sole di mezzogiorno sulla statale che collega Modena e Carpi, o forse è una strada provinciale, ma poco importa, e leggevamo ad alta voce la storia di un coccodrillo che partecipa a Lascia o raddoppia e crea scompiglio ingoiando e poi rigurgitando gli altri concorrenti e perfino Mike Bongiorno, mi è venuta improvvisamente questa illuminazione, non avallata da ulteriori analisi, approfondimenti o evidenze, che potrebbe anche essere una cavolata, sia chiaro, ma più ci penso e più sento che prende la forma di un assioma che potrei tatuarmi sul petto, e cioè: Gianni Rodari è il nostro Bulgakov.

domenica 16 giugno 2013

In Russia c'è da morir dal ridere (11)

Nella casa di Mosca di Bulgakov, c'è lo scrittoio dove, dicono, Michail Afanas'evič ha scritto Il Maestro e Margherita, ma non siamo mica tanto convinti che sia proprio quello.
Al civico precedente, dei giovani un po' alternativi han tirato su una caffetteria, e dentro c'è un piccolo museo artefatto, dove si trovano, tra le altre cose, una testa tagliata dalle ruote del tram 302 e due statue abbastanza riconoscibili, ma siamo ancora nel campo dell'omaggio postumo.
Poi però nel giardino davanti alla porta ci è venuto incontro un gatto. Un gatto nero che ci ha guardati con un'espressione che ci è venuto da dire: vaccaboia, Ippopotamo.

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(Nella mia edizione, Behemoth lo chiamano Ippopotamo perché si dice, in una nota, che in russo è Begemot, che vuol dire, appunto, ippopotamo. Io mi fido. Lo dico anche per rispondere alle critiche.)

lunedì 26 aprile 2010

Biografie essenziali (34)

– Michail Afanas’evič Bulgakov?

– Sì, sì.

– Adesso le parlerà il compagno Stalin.

– Cosa? Stalin? Stalin?

– Sì, le parla Stalin. Salve, compagno Bulgakov.

– Salve, Iosif Vissarionovič.

– Abbiamo ricevuto la Sua lettera. L’abbiamo letta con i compagni. A tal proposito riceverà una risposta positiva... Ma è proprio vero che Lei chiede di andarsene all’estero? L’abbiamo seccata molto?

– Ho pensato molto negli ultimi tempi se uno scrittore russo possa vivere fuori dalla sua patria. E mi sembra di no.

– Ha ragione. Anch’io la penso così. Dov’è che vuole lavorare? Al Teatro d’Arte?

– Sì, volevo. Ne avevo parlato, ma ho ricevuto un rifiuto.

– E lei invii loro una richiesta. Mi pare che accetteranno. Noi dovremmo incontrarla, parlare con Lei.

– Sì, sì! Iosif Vissarionovič, ho molto bisogno di parlare con Lei.

– Sì, bisogna trovare il tempo ed incontrarci, necessariamente. E ora, Le auguro ogni bene.


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