giovedì 21 luglio 2011

Gli antieroi: Marcello Fiasconaro

Questa è una storia di tempi. Di tempi e di abitudini.

Marcello Fiasconaro sembrava Gesù Cristo. Se lo guardavi in faccia, lo ricordava proprio. Soltanto era più muscoloso e correva più veloce.

Giocava a rugby, Fiasconaro. Giocava a rugby in Sudafrica, perché era di passaporto italiano, ma lui era nato a Città del Capo, il 19 di luglio del 1949. I suoi genitori erano della provincia di Palermo e si sa che dalla Sicilia spesso si partiva sui bastimenti in cerca di fortuna. Erano altri tempi.

Marcello comincia a giocare a rugby, perché in Sudafrica giocano tutti a rugby. Sono altre abitudini.

Un giorno c'è un ex discobolo, uno che di sport faceva il lancio del disco e che si chiama Carmelo Rado, che non so come si trova in Sudafrica e si imbatte in questo ragazzo qui e lo vede correre. Pensa che uno con quella forza lì e con quella corsa lì non l'ha mai visto e telefona subito in Italia. Telefona lui, perché Marcello Fiasconaro non parla mica italiano. Lui è nato in Sudafrica da genitori siciliani e in Sicilia, se sei emigrato all'inizio del '900 l'italiano non lo parli mica tanto bene e quindi c'è da credere che a tuo figlio non lo insegnerai. Almeno si presume. Erano altri tempi.

Fiasconaro viene dirottato verso l'atletica e fa la sua prima gara a 21 anni, che è tardi se vuoi avviarti seriamente ad uno sport. Ma tardi tardi. Però il nostro, alla sua primissima gara, sui 400 metri, fa un tempo di 48.5, che non è mica male. Due mesi dopo, allenandosi seriamente si è già migliorato di DUE SECONDI. Che è una roba ENORME. Mai vista. Finisce che Fiasconaro è tra i primi settanta atleti del mondo e la nostra federazione lo convince a gareggiare per l'Italia, lui che ha il doppio passaporto. Non ci siamo mica tanto abituati, al doppio passaporto.

Fiasconaro arriva in Italia con un interprete. La prima gara la fa vestito da rugbysta. Con la tuta da rugby, ché quella d'atletica non ce l'ha. È questione di abitudine, forse. Fa un tempo di 46.7. Un tempone. La settimana dopo partecipa ai campionati italiani assoluti e vince con 45.7, che è il nuovo record italiano. Tra le proteste degli atleti, che contestano la sua nazionalità e il fatto che non sia tesserato da nessuna società di atletica, Marcello fa passare altre due settimane e porta il record italiano dei 400 metri a 45.5. Corre appena da UN ANNO. Che è ASSURDO.

A quel punto, con la sua barbona e i capelli lunghi nell'Italia post '68, il Fiasconaro fa passare un mese e poi... di nuovo il record italiano con 45.49 regalando l'argento degli Europei all'Italia. Non ci siamo mica abituati noi, a vedere i record che si frantumano. Infatti il primato sui 400 resisterà fino al 1981. (Siamo nel 1971. Dieci anni per un record sono un tempo enorme).

Marcello si presenta l'anno dopo a Oslo per la Coppa Europa come favoritissimo sugli 800 metri. Perchè nel frattempo, come se fosse una cosa normalissima, Fiasconaro ha cominciato a correre la distanza doppia, diventando mezzofondista, così, come se fosse una cosa normale. Se si è abituato a correre senza una palla ovale in mano, cosa ci vorrà a correre due volte un giro di pista? Ci si abitua a tutto, no?

A Oslo succede però una cosa strana. La procedura di partenza prevede che il giudice dica "Ai vostri posti", poi "pronti" e poi "via". Le pause tra una cosa e l'altra son talmente lunghe che Fiasconaro si muove. Non è abituato lui a tutto questo tempo di attesa. Viene squalificato per falsa partenza. Un casino. I nostri delegati invadono la pista e protestano e anche se la colpa è tutta di Marcello. La IAAF arriva a cambiare la procedura di partenza da quel giorno in avanti (e oggi è rimasta tale).

Si arriva all'anno successivo, il 27 giugno 1973. All'Arena Civica di Milano si corre per la Coppa Europa e il favorito è un polacco, tal Joszef Plachy. Fiasconaro però comincia a correre andando fortissimo da subito con una andatura costante. In pratica fa la lepre di se stesso. Che è ASSURDO. Alla fine dei due giri di pista, corsi sempre in testa, Fiasconaro vince. Il tempo è di 1:43:7. È RECORD DEL MONDO!

Il primato durerà fino al 1976 a livello mondiale. È invece ancora oggi record italiano. In assoluto, in tutte le nazioni, non c'è un primato nazionale di atletica che resista da più tempo di quello di Fiasconaro sugli 800 metri. Sono 28 anni che è lì. Che è un tempo LUNGHISSIMO.

Fiasconaro poi, dopo cinque anni a livello mondiale dove ha dimostrato di essere un fenomeno, torna a giocare a rugby a Milano. Finché un giorno torna anche in Sudafrica. Oggi non si sa che lavoro faccia, ma non c'entra niente con lo sport. Ha smesso, come si smette di fumare o di andare al bar a giocare a carte. Questione di abitudine.

6 commenti:

  1. Un record che resite per 28 anni è una cosa enorme. Ma dal 1973 al 2011 ne passano addirittura trentotto. Che è un tempo ancora più LUNGHISSIMO.

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  2. Fiorveluti, è sempre un GRANDISSIMO piacere leggerti!

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  3. La faccenda di Oslo è del 1973 non del 1972 ed è successiva al record del mondo dell'Arena di Milano

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  4. Anonimo6:42 AM

    il record dell'arena non era coppa europa, ma una sfida tra italia e polonia, quindi 2 atleti italiani e 2 polacchi per specialità.

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  5. Anonimo11:04 AM

    RETIFICO ERA UN CONFRONTO ITALIA-CECOSLOVACCHIA, comunque non coppa europa, come c'è sritto nell'articolo: I l 27 giugno 1973, alle 22,30 di una calda serata dell’estate milanese, la stella di Marcello Fiasconaro esplose nella pura luce del gesto atletico che spinse il poderoso atleta italo-sudafricano a battere il record mondiale degli 800 metri. Corse all’Arena in 1’43] I l 27 giugno 1973, alle 22,30 di una calda serata dell'estate milanese, la stella di Marcello Fiasconaro esplose nella pura luce del gesto atletico che spinse il poderoso atleta italo-sudafricano a battere il record mondiale degli 800 metri. Corse all'Arena in 1'43"7, in un'Italia-Cecoslovacchia che non prometteva nulla di buono ma che proprio quell'impresa (Fiasconaro battè il temibile Plachy) contribuì a trasformare in storia: se andate a scartabellare i sacri libri dell'atletica, scoprirete che quel tempo resiste ancora come record italiano, ed è il più longevo.

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  6. Anonimo11:13 AM

    questo è quanto rimana di quella magica serata:
    https://www.youtube.com/watch?v=X0erXx8qhFo

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