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lunedì 30 maggio 2011
lunedì 29 marzo 2010
Finché non finiscono i binari del treno
Mia bisnonna, Galavotti Angiolina, detta Bionda, detta Scelba, era una comunista doc, di quelle con la tessera del ’22 perché, sosteneva, nel ’21 non le avevano stampate. Quando c’era da andare a votare, la Bionda voleva tenere colloqui privati con ognuno dei fratelli, figli, nipoti e pronipoti. Diceva loro – a noi – sempre la stessa frase, tutti gli anni: dove vedi una falce e un martello, te mettici una croce, mi raccomando. Te la diceva in privato e noi non abbiamo mai capito il perché. Però oggi, così, a pensarci dopo tanti anni che lei non c’è più, oggi mi sembra una cosa di una nobiltà eccezionale. E che potere di suggestione, cavoli.
Fino a qualche tempo fa pensavo che la Bionda avesse avuto solo dei fratelli. Invece mi hanno raccontato che esisteva una sorella, ma era talmente tanto tempo che nessuno aveva sue notizie che ci si era scordati perfino del nome. La sorella della Bionda, mi raccontano, era una che votava comunista non tanto per indole, ma perché la Bionda, in quei suoi colloqui privati prima delle elezioni, aveva un potere di suggestione tale che quando ti trovavi nella cabina la mano faceva la croce da sola. Però la sorella della Bionda, anche se diceva di esserlo, nessuno ha mai capito se fosse comunista davvero. Una cosa era certa: era povera, ma povera un bel po’.
Talmente povera che una volta un prete le ha dato dei soldi. C’erano le elezioni di lì a poco e il prete le ha detto se per favore poteva dare un voto alla Democrazia Cristiana, che i preti quando hai bisogno di soldi te li danno sempre, i comunisti, invece, vogliono qualcosa in cambio e questo qualcosa è la tua anima e l’anima è solo di Dio, quindi se non voti Democrazia Cristiana non solo vai all’inferno, ma può anche darsi che non ti diamo i soldi.
La sorella della Bionda, immagino, sarà stata preoccupatissima. Poi sarà stata male, di un male fisico e mentale, quando ha fatto il colloquio con la Bionda prima delle elezioni.
Insomma, alla fine ha votato DC. Però una volta la gente era più sincera e con una certa dignità, quindi, col cuore in mano, è andata dalla Bionda a dirle la verità. Veh Bionda, le ha detto, lo sai che sono povera, mi ha dato dei soldi un prete, io stavolta il voto l’ho dato alla Democrazia Cristiana anche se sono comunista come te, ma come faccio? Lo sai che mi servivano, quei soldi lì.
La Bionda è rimasta seria. Ci ha pensato dieci minuti e poi ha risposto: At ghe d’andér luntàn finché an finisen i binarii dal treno. Devi andare lontano, lontano da qui, finché non finiscono i binari del treno. Che voleva dire più vai in là e meglio è.
E non era mica un’invettiva: era un ordine ben preciso. Così la sorella della Bionda è partita, dicono che è finita a Bergamo. Bergamo era abbastanza lontano da rappresentare la fine dei binari: la Bionda quando le han detto che sua sorella era a Bergamo ha risposto che lei Bergamo non sapeva neanche dove fosse.
E così è finita. Una volta la sorella della Bionda ha scritto una lettera. La Bionda, quella lettera, penso che l’abbia buttata nel pattume senza aprirla. Non si sono più sentite. Non sappiamo neanche come si chiama o come si chiamava, la sorella della Bionda. Chissà poi, negli anni, cosa avrà votato, a Bergamo.
Fino a qualche tempo fa pensavo che la Bionda avesse avuto solo dei fratelli. Invece mi hanno raccontato che esisteva una sorella, ma era talmente tanto tempo che nessuno aveva sue notizie che ci si era scordati perfino del nome. La sorella della Bionda, mi raccontano, era una che votava comunista non tanto per indole, ma perché la Bionda, in quei suoi colloqui privati prima delle elezioni, aveva un potere di suggestione tale che quando ti trovavi nella cabina la mano faceva la croce da sola. Però la sorella della Bionda, anche se diceva di esserlo, nessuno ha mai capito se fosse comunista davvero. Una cosa era certa: era povera, ma povera un bel po’.
Talmente povera che una volta un prete le ha dato dei soldi. C’erano le elezioni di lì a poco e il prete le ha detto se per favore poteva dare un voto alla Democrazia Cristiana, che i preti quando hai bisogno di soldi te li danno sempre, i comunisti, invece, vogliono qualcosa in cambio e questo qualcosa è la tua anima e l’anima è solo di Dio, quindi se non voti Democrazia Cristiana non solo vai all’inferno, ma può anche darsi che non ti diamo i soldi.
La sorella della Bionda, immagino, sarà stata preoccupatissima. Poi sarà stata male, di un male fisico e mentale, quando ha fatto il colloquio con la Bionda prima delle elezioni.
Insomma, alla fine ha votato DC. Però una volta la gente era più sincera e con una certa dignità, quindi, col cuore in mano, è andata dalla Bionda a dirle la verità. Veh Bionda, le ha detto, lo sai che sono povera, mi ha dato dei soldi un prete, io stavolta il voto l’ho dato alla Democrazia Cristiana anche se sono comunista come te, ma come faccio? Lo sai che mi servivano, quei soldi lì.
La Bionda è rimasta seria. Ci ha pensato dieci minuti e poi ha risposto: At ghe d’andér luntàn finché an finisen i binarii dal treno. Devi andare lontano, lontano da qui, finché non finiscono i binari del treno. Che voleva dire più vai in là e meglio è.
E non era mica un’invettiva: era un ordine ben preciso. Così la sorella della Bionda è partita, dicono che è finita a Bergamo. Bergamo era abbastanza lontano da rappresentare la fine dei binari: la Bionda quando le han detto che sua sorella era a Bergamo ha risposto che lei Bergamo non sapeva neanche dove fosse.
E così è finita. Una volta la sorella della Bionda ha scritto una lettera. La Bionda, quella lettera, penso che l’abbia buttata nel pattume senza aprirla. Non si sono più sentite. Non sappiamo neanche come si chiama o come si chiamava, la sorella della Bionda. Chissà poi, negli anni, cosa avrà votato, a Bergamo.
giovedì 4 marzo 2010
I Giri
Che menata fare i giri!
A voi non rompe un sacco? A me sì. Però quando fai qualsiasi cosa abbia a che fare con qualsiasi rapporto ufficiale e non confidenziale con persone, associazioni o cose, devi “Fare dei giri”. Devi rinnovare la patente? Ci sono dei giri da fare. Devi andare dal medico, fare la visita. E per andare a fare la visita devi andare al Cup e prendere quel cacchio di ricevutona. Quindi devi far dei giri ancora. Devi cambiare residenza? Vuoi uno stato di famiglia? Ti serve una certificazione uso antimafia perché hai aperto un'attività? Devi andare all’anagrafe e poi, dopo che hai preso il numerino, arrivi davanti e ti chiedono se hai la marca da bollo. Tu la marca da bollo non ce l’hai, allora esci e vai in tabaccheria, poi prendi la marca da bollo e torni a prendere il numerino e torni a far la fila.
Per fare i giri devi prendere una mezza giornata di ferie. Delle volte non basta e “mi prendo tutta la giornata che non si sa mai”. E ti incazzi che “al pomeriggio non c'è mai nessuno” però comunque fai i giri. Bisogna. È una menata, ma va fatto.
Anche se ti iscrivi a una corsa podistica. Cominci ad allenarti, vai a fare le visite mediche per essere sicuro che il cuore non ci molli, vai in farmacia a comprare degli integratori perché proprio ci tieni a fare un bel tempo. Ma non ti dimentichi di iscriverti. Altrimenti, quando la mattina del giorno della gara ti presenti, non ti fanno correre, non hai la pettorina. Magari sei uno dei più forti, magari al tuo posto correranno persone con una panciona da gnocco fritto e vino e bambini di 8 anni con i genitori mentre tu, che hai nelle gambe una gara potente e precisa, resterai allo stand del gnocco fritto a mangiare. Non c’è niente da fare, ti dovevi iscrivere. E per iscriverti devi fare dei giri.
Anche se organizzi una partita di calcetto in un campo parrocchiale e siete tu, Platini, Messi, Batistuta. Ma vi scordate di andare a prenotare il campo. Al vostro posto giocheranno 5 dopolavoristi pelati che parlano solo dialetto calabrese, ma che si sono ricordati di chiamare il numero e prenotare il campo. Bisogna fare i giri. C’è poco da fare.
E se i giri sono importanti, vanno fatti per tempo. Se il vostro coniuge muore e volete la pensione di reversibilità, è una cosa importante. Quindi dovete fare i giri mica all’ultimo secondo, ma dovete muovervi per tempo. Una volta passato lo scotto della perdita, quindi, datevi da fare. Lo fate e lo sanno bene tutti coloro che lo hanno dovuto fare.
Se la patente vi scade il 5 Maggio 2010, non vi presentate all’ACI il giorno 5 Maggio. Un paio di mesi prima iniziate a fare qualche telefonata. È una menata, ma è una cosa importante e quindi lo fate. TUTTI. Lo sanno bene i cittadini normali, che i giri li devono fare.
Se lavorate in una ditta e dovete, tanto per fare un esempio a caso, fare una prima spedizione a un cliente arabo importantissimo. È la vostra prima fornitura a quello che può essere un cliente importante e quindi, una volta saputo che bisogna fare i certificati di origine della merce e vistarli in camera di commercio, lo fate PER TEMPO. Se la vostra impiegata va a farlo l’ultimo giorno utile e poi, sempre per fare un esempio a caso, trova traffico e arriva quando l’ufficio è chiuso da dieci minuti, voi dite alla vostra impiegata che è una povera deficiente. Le urlate di tutto. E la roba non la spedite. Fate una figura di merda con il cliente e la vostra collaborazione con lui può essere finita. Punto e basta. E magari la vostra impiegata perde il posto o comunque subisce una sanzione disciplinare. O magari, se siete molto indulgenti, un mega cazziatone ed è finita lì. E non è sbagliato.
Insomma, non c’entra essere di destra o di sinistra. È che siete dei coglioni. E non si può farvi partecipare al gioco, figuriamoci governare. Altrimenti, quando avrò bisogno di rinnovare la licenza di pesca o avrò bisogno di fare il certificato di nascita di mio figlio, non potrò far fare la firma su un documento da un sindaco, un presidente di regione, un qualcuno che NON HA LA MINIMA IDEA SU QUALI SIANO I GIRI DA FARE.
Punto.
A voi non rompe un sacco? A me sì. Però quando fai qualsiasi cosa abbia a che fare con qualsiasi rapporto ufficiale e non confidenziale con persone, associazioni o cose, devi “Fare dei giri”. Devi rinnovare la patente? Ci sono dei giri da fare. Devi andare dal medico, fare la visita. E per andare a fare la visita devi andare al Cup e prendere quel cacchio di ricevutona. Quindi devi far dei giri ancora. Devi cambiare residenza? Vuoi uno stato di famiglia? Ti serve una certificazione uso antimafia perché hai aperto un'attività? Devi andare all’anagrafe e poi, dopo che hai preso il numerino, arrivi davanti e ti chiedono se hai la marca da bollo. Tu la marca da bollo non ce l’hai, allora esci e vai in tabaccheria, poi prendi la marca da bollo e torni a prendere il numerino e torni a far la fila.
Per fare i giri devi prendere una mezza giornata di ferie. Delle volte non basta e “mi prendo tutta la giornata che non si sa mai”. E ti incazzi che “al pomeriggio non c'è mai nessuno” però comunque fai i giri. Bisogna. È una menata, ma va fatto.
Anche se ti iscrivi a una corsa podistica. Cominci ad allenarti, vai a fare le visite mediche per essere sicuro che il cuore non ci molli, vai in farmacia a comprare degli integratori perché proprio ci tieni a fare un bel tempo. Ma non ti dimentichi di iscriverti. Altrimenti, quando la mattina del giorno della gara ti presenti, non ti fanno correre, non hai la pettorina. Magari sei uno dei più forti, magari al tuo posto correranno persone con una panciona da gnocco fritto e vino e bambini di 8 anni con i genitori mentre tu, che hai nelle gambe una gara potente e precisa, resterai allo stand del gnocco fritto a mangiare. Non c’è niente da fare, ti dovevi iscrivere. E per iscriverti devi fare dei giri.
Anche se organizzi una partita di calcetto in un campo parrocchiale e siete tu, Platini, Messi, Batistuta. Ma vi scordate di andare a prenotare il campo. Al vostro posto giocheranno 5 dopolavoristi pelati che parlano solo dialetto calabrese, ma che si sono ricordati di chiamare il numero e prenotare il campo. Bisogna fare i giri. C’è poco da fare.
E se i giri sono importanti, vanno fatti per tempo. Se il vostro coniuge muore e volete la pensione di reversibilità, è una cosa importante. Quindi dovete fare i giri mica all’ultimo secondo, ma dovete muovervi per tempo. Una volta passato lo scotto della perdita, quindi, datevi da fare. Lo fate e lo sanno bene tutti coloro che lo hanno dovuto fare.
Se la patente vi scade il 5 Maggio 2010, non vi presentate all’ACI il giorno 5 Maggio. Un paio di mesi prima iniziate a fare qualche telefonata. È una menata, ma è una cosa importante e quindi lo fate. TUTTI. Lo sanno bene i cittadini normali, che i giri li devono fare.
Se lavorate in una ditta e dovete, tanto per fare un esempio a caso, fare una prima spedizione a un cliente arabo importantissimo. È la vostra prima fornitura a quello che può essere un cliente importante e quindi, una volta saputo che bisogna fare i certificati di origine della merce e vistarli in camera di commercio, lo fate PER TEMPO. Se la vostra impiegata va a farlo l’ultimo giorno utile e poi, sempre per fare un esempio a caso, trova traffico e arriva quando l’ufficio è chiuso da dieci minuti, voi dite alla vostra impiegata che è una povera deficiente. Le urlate di tutto. E la roba non la spedite. Fate una figura di merda con il cliente e la vostra collaborazione con lui può essere finita. Punto e basta. E magari la vostra impiegata perde il posto o comunque subisce una sanzione disciplinare. O magari, se siete molto indulgenti, un mega cazziatone ed è finita lì. E non è sbagliato.
Insomma, non c’entra essere di destra o di sinistra. È che siete dei coglioni. E non si può farvi partecipare al gioco, figuriamoci governare. Altrimenti, quando avrò bisogno di rinnovare la licenza di pesca o avrò bisogno di fare il certificato di nascita di mio figlio, non potrò far fare la firma su un documento da un sindaco, un presidente di regione, un qualcuno che NON HA LA MINIMA IDEA SU QUALI SIANO I GIRI DA FARE.
Punto.
si parla di:
elezioni amministrative,
la (mala)rappresentanza
mercoledì 30 maggio 2007
Umanità Novi
Probabilmente il Fini considera il mio piccolo paesino natale di diecimila abitanti alla stregua di un tumore da estirpare al più presto, con un sindaco di Rifondazione eletto a larga maggioranza e tredici consiglieri su venti dalla lista del centrosinistra.
E infine il mio quartiere, dove il Partito Comunista prendeva il 74% e la Democrazia Cristiana... il 6%...
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