Ciao e grazie per l'invito a postare sul vostro spannend (chiedere al vecchio malvissuto) blog, che speriamo presto di leggere su carta (l'edicola preferita é da tempo avvisata).
Nel frattempo, siete pregati di visitare e postare ogni tanto anche un nuovo blog che si é affacciato sulla costa emiliana della Grande Rete:
albertofummagalli.blogspot.com
Gli estensori, quali adepti di una setta che potrebbe autoreferenzialmente chiamarsi "Rote dichterisch Fraktion" (chiedere sempre al vecchio malvissuto), si propongono di rendere postuma notorietà alle opere ed omissioni del grande poeta, ballerino di flamenco e chansonnier Alberto Fummagalli, fulgido campione di un filone alternativo di poesia militante anarcobirraria.
Un caro saluto a Grushenka e al Many (Arbeite weniger und schreibe mehr !)
mercoledì 21 febbraio 2007
Neolingua 2.0

Repubblica, Barabba vuole dire te che titolo è importante ma anche punteggiatura e grammatica importanti. Capisco esigenze di titolista che vuole velocità e attenzione ma così rimbambisci lettore. Anche perchè poi dentro in articolo titolo scrivi bene...
martedì 20 febbraio 2007
Informazione 2.0
Una tra le notizie più cliccate di ieri sul sito di Repubblica (si noti la datazione):
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/ucraina-asilo-animali...
e il commento di due normali cittadini occidentali:
(clic sull’immagine per ingrandire)
Si stava meglio quando si stava peggio?
http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/esteri/ucraina-asilo-animali...
e il commento di due normali cittadini occidentali:
(clic sull’immagine per ingrandire)Si stava meglio quando si stava peggio?
lunedì 19 febbraio 2007
Brigatisti di ritorno
da leggersi, a tal proposito, il pezzo di Leonardo...[vignetta di Klaus Augenthaler aka Filo aka Filosofil, coi soliti problemi di connessione. Faccio notare che manca la firma sull'opera. Succede quando il buon Filo non è fiero della sua creazione. Cliccare sulla vignetta per allargarla.]
venerdì 16 febbraio 2007
USA e getta
Domani, a Vicenza, aggingete un motivo alla lista.
fonti: internazionale; www.comedonchisciotte.net; www.energybulletin.net
foto: www.uruknet.de
venerdì 2 febbraio 2007
Vera Icona

Veronica.
Vera Icona, portatrice di Vittoria.
Che asciughi il volto dell'unto dal signore nel suo momento più difficile..
[vignetta di Klaus Augenthaler aka Filo aka Filosofil, coi soliti problemi di connessione]
venerdì 12 gennaio 2007
Due Minuti d'Odio
LA GUERRA È PACE
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
L'IGNORANZA È FORZA
Appena ho due minuti scrivo qualcosa sull'argomento...
...appena ho due minuti...
LA LIBERTÀ È SCHIAVITÙ
L'IGNORANZA È FORZA
Appena ho due minuti scrivo qualcosa sull'argomento...
...appena ho due minuti...
giovedì 4 gennaio 2007
anno nuovo, vecchi vecchi
mercoledì 27 dicembre 2006
Il Guardiacaccia di Céline
Propongo, in vista dell'anno nuovo, a tutti i Barabbi una rubrichetta culturale per affilarci gli artigli e cominciare a calciare qualche sedere pseudoletterato.
Il titolo deriva da una lettera, commentata da Céline, di un agente forestale che descrive la sua biblioteca e il suo originale modo di conservare, a colpi di forbici, solo le parti più belle.
Sul titolo sono ancora incerto ma vorrei che il contenuto si riferisse con frasi famose e/o aforismi a quei millantati successi della produzione letteraria contemporanea o meno.
Il primo della mia lista è:
- Andrea De Carlo con Due di Due, 385 interminabili e bolse pagine riassumibili in
"Lo Spazio è reazionario, solo il Tempo è rivoluzionario" (J.P. Sartre)
Lancio un sassolino in attesa della frana.
Il titolo deriva da una lettera, commentata da Céline, di un agente forestale che descrive la sua biblioteca e il suo originale modo di conservare, a colpi di forbici, solo le parti più belle.
Sul titolo sono ancora incerto ma vorrei che il contenuto si riferisse con frasi famose e/o aforismi a quei millantati successi della produzione letteraria contemporanea o meno.
Il primo della mia lista è:
- Andrea De Carlo con Due di Due, 385 interminabili e bolse pagine riassumibili in
"Lo Spazio è reazionario, solo il Tempo è rivoluzionario" (J.P. Sartre)
Lancio un sassolino in attesa della frana.
martedì 26 dicembre 2006
lunedì 25 dicembre 2006
Sciopero
Giorni addietro mi è stato chiesto: "Direttore (?), tu che fai il giornalista più o meno serio, non potresti scrivere un pezzo sullo sciopero dei tuoi colleghi?".
Lo faccio ora, negli ultimi minuti di una sera di Natale, mentre le microcasse del mio computer mi mandano in anteprima il nuovo di Hanne Hukkelberg (maledetta, meravigliosa rete...).
Sciopero? Sì, sciopero. Come no.
Siamo seri, per favore. Non c'è nessuno sciopero da fare.
A meno di non voler chiamare questa farsa prenatalizia con un nome che non gli spetta.
"La lotta per il rinnovo del contratto è sacrosanta, soprattutto per la tutela del precariato e dei collaboratori esterni. "
Questi, i comunicati solenni dell'annunciatrice-in-sobrio-tailleur del TG1.
Ma, nella vita reale, le cose vanno diversamente.
Scrivo per un quotidiano locale della mia città, e nemmeno per il principale.
Un giornale che, quando c'è uno sciopero, esce regolarmente in edicola per guadagnare sulla concorrenza.
Un giornale che, quando sciopera, va comunque in edicola, chiedendo ai collaboratori (ed ecco la sovversione! l'atto che cambierà ogni cosa!) di non firmare i pezzi. Ed essendo noi collaboratori pagati per ogni pezzo a nostra firma che i redattori decidono di pubblicare, in pratica lavoriamo gratuitamente, una volta in più.
In pratica: uno sciopero contro il precariato dove i precari non vedono una lira del proprio lavoro.
E allora no. Scusate, ma per me sciopero non è rifiutarsi di firmare un pezzo.
É astenersi dal ticchettare furioso sui tasti, dalle telefonate agli inutili assessori comunali di turno, dalla ricerca di micro-notizie di irritante irrilevanza.
Ma NON É negare una firma. Questo è solo ridicolo.
Buon Natale, allora. A chi si affama pur di poter continuare a scrivere, sperando che, prima o poi, qualcuno voglia affrontare l'argomento in maniera seria.
E a voi che leggete, perchè sappiate che quello del giornalista è il mestiere più bello del mondo. O meglio, lo sarebbe, se solo si fosse posti nelle condizioni di farlo con dignità.
Lo faccio ora, negli ultimi minuti di una sera di Natale, mentre le microcasse del mio computer mi mandano in anteprima il nuovo di Hanne Hukkelberg (maledetta, meravigliosa rete...).
Sciopero? Sì, sciopero. Come no.
Siamo seri, per favore. Non c'è nessuno sciopero da fare.
A meno di non voler chiamare questa farsa prenatalizia con un nome che non gli spetta.
"La lotta per il rinnovo del contratto è sacrosanta, soprattutto per la tutela del precariato e dei collaboratori esterni. "
Questi, i comunicati solenni dell'annunciatrice-in-sobrio-tailleur del TG1.
Ma, nella vita reale, le cose vanno diversamente.
Scrivo per un quotidiano locale della mia città, e nemmeno per il principale.
Un giornale che, quando c'è uno sciopero, esce regolarmente in edicola per guadagnare sulla concorrenza.
Un giornale che, quando sciopera, va comunque in edicola, chiedendo ai collaboratori (ed ecco la sovversione! l'atto che cambierà ogni cosa!) di non firmare i pezzi. Ed essendo noi collaboratori pagati per ogni pezzo a nostra firma che i redattori decidono di pubblicare, in pratica lavoriamo gratuitamente, una volta in più.
In pratica: uno sciopero contro il precariato dove i precari non vedono una lira del proprio lavoro.
E allora no. Scusate, ma per me sciopero non è rifiutarsi di firmare un pezzo.
É astenersi dal ticchettare furioso sui tasti, dalle telefonate agli inutili assessori comunali di turno, dalla ricerca di micro-notizie di irritante irrilevanza.
Ma NON É negare una firma. Questo è solo ridicolo.
Buon Natale, allora. A chi si affama pur di poter continuare a scrivere, sperando che, prima o poi, qualcuno voglia affrontare l'argomento in maniera seria.
E a voi che leggete, perchè sappiate che quello del giornalista è il mestiere più bello del mondo. O meglio, lo sarebbe, se solo si fosse posti nelle condizioni di farlo con dignità.
sabato 23 dicembre 2006
Don’t hate the media, become the media.
L'ho letto con un ritardo abnorme sul blog di Leonardo.
Forse era scritto in piccolo in un trafiletto nascosto su di un qualche quotidiano nazionale, e mi sarà sfuggito.
Strano che la blogsfera non abbia detonato di chiacchiere alla notizia.
Strano... o forse no?
venerdì 22 dicembre 2006
Fake News For People Who Love No News (2)
Negli stessi giorni del restyling del Tg3 anche il canale satellitare Rainews24 ha cambiato look; solo che qui siamo davanti ad una svolta in clima d'austerity.
Colori dominanti ( e quando dico dominanti voglio dire che ci sono solo quelli): Rosso e Nero!
Ora, per un anarchico come me, è stato un pò spiazzante;
Mentre prima le notizie nella didascalia in basso saettavano con ritmo da globalCNN, ora la striscia comunica con ritmo blando e con font da denuncia di smarrimento della bicicletta, è rossa più di babbo natale e si collega ad un logo che dire menagramo è poco. Infatti sotto al nome del canale in rosso con tanto di rettangolino nero tra le stanghette del 4 (Horror vacui?) troviamo una sezione di un pianeta che non sembra la terra perché è completamente grigio-fumè! anatema ecologista contro l'inquinamento collettivo?
I bellissimi stacchi tra un tg e l'altro o tra gli approfondimenti (per chi non l'ha visto, un montaggio sequenziale con immagini di scontri, carestie africane, politici, paesaggi, lotte no-global e guerre, con tanto di colonna sonora elettro da far nascondere i rapture sotto il letto) scomparsi.
Nessuno sorride più, chi da le notizie è vestito o di nero o rossoenero, lo sfondo da brioso con tonalità verde, azzurro e vetro è diventato Nero! Neri i pc lcd, neri i tv messi a mosaico parietale, neri i piani delle scrivanie, grigi i sostegni ma col tocco di classe di una bordatura rossa!!
Non deve influire molto bene sull'umore dei lavoratori e degli spettatori, già c'hai la bile tracimante per lo schifo di quello che ti dicono, l'estetica ti da il colpo di grazia.
Una richiesta subliminale alla Rivolta?
Colori dominanti ( e quando dico dominanti voglio dire che ci sono solo quelli): Rosso e Nero!
Ora, per un anarchico come me, è stato un pò spiazzante;
Mentre prima le notizie nella didascalia in basso saettavano con ritmo da globalCNN, ora la striscia comunica con ritmo blando e con font da denuncia di smarrimento della bicicletta, è rossa più di babbo natale e si collega ad un logo che dire menagramo è poco. Infatti sotto al nome del canale in rosso con tanto di rettangolino nero tra le stanghette del 4 (Horror vacui?) troviamo una sezione di un pianeta che non sembra la terra perché è completamente grigio-fumè! anatema ecologista contro l'inquinamento collettivo?
I bellissimi stacchi tra un tg e l'altro o tra gli approfondimenti (per chi non l'ha visto, un montaggio sequenziale con immagini di scontri, carestie africane, politici, paesaggi, lotte no-global e guerre, con tanto di colonna sonora elettro da far nascondere i rapture sotto il letto) scomparsi.
Nessuno sorride più, chi da le notizie è vestito o di nero o rossoenero, lo sfondo da brioso con tonalità verde, azzurro e vetro è diventato Nero! Neri i pc lcd, neri i tv messi a mosaico parietale, neri i piani delle scrivanie, grigi i sostegni ma col tocco di classe di una bordatura rossa!!
Non deve influire molto bene sull'umore dei lavoratori e degli spettatori, già c'hai la bile tracimante per lo schifo di quello che ti dicono, l'estetica ti da il colpo di grazia.
Una richiesta subliminale alla Rivolta?
martedì 19 dicembre 2006
La piazza pazza
..e anche un po' fascista
Anche Barabba è una spia del KGB
[su indicazione di Klaus Aughentaler che non ce la fa a completare l'iscrizione a blogger]
Anche Barabba è una spia del KGB
[su indicazione di Klaus Aughentaler che non ce la fa a completare l'iscrizione a blogger]
martedì 12 dicembre 2006
Good News For People Who Love Bad News
Io che ci sono affezionato sono rimasto basito dal restyling psicofisico di tutto lo studio. Musichette da videogame che s'intrecciano con le immagini satellitari di un pianeta che ruota, per ingrandirsi progressivamente nell'avvicinarsi al luogo esatto da cui proviene il servizio estero. La Cuffaro che si alza in piedi (!!!) e attraversa uno studio addobbato in puro stile Geo&Geo per avvicinarsi al megaschermo, sfoggiando ovviamente il profilo migliore. La dicitura "night Tg3", roba che nemmeno il tg5...
Ora, attendo con ansia lo streaming dell'edizione notturna di ieri, anche solo per verificare che non fosse un mio delirio da stato ipnagogico avanzato.
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