Ho camminato incautamente nelle periferie della città, dove posteggiava il mio umile camperino a pochi metri da un campo nomadi - il parcheggio stesso, fino a poco tempo fa, era condiviso pacificamente tra campeggiatori e rom - e poi su mezzi di trasporto in degrado, dalla metropolitana di notte, all'autobus che porta all'estremo capo periferico della Casilina. Non mi è successo nulla, e dire che a vedermi alla luce dei lampioni sono un tipo abbastanza mingherlino e indifeso, a tratti timoroso e imbelle. Non mi è successo nulla! E nemmeno alla mia dolce metà, ancor più indifesa del sottoscritto, né ai miei genitori che però rincasavano presto la sera. Incolumi tutti quanti. Che singolare fortuna!

Però ora che ci penso, sono stato a Roma per il ponte dei morti e sono sopravvissuto. Che singolare fortuna!
[la vignetta è del buon Klaus Aughentaler aka Filo aka Filosofil, che in un anno di barabbate ancora non riesce a completare l'iscrizione a blogger]
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